[Autore] Giambattista Basile

(Pseudonimo anagrammatico: Gian Alesio Abbattutis; Giugliano in Campania, 1575 – Giugliano in Campania, 23 febbraio 1632)

Fu un letterato e scrittore italiano di epoca barocca, primo a utilizzare la fiaba come forma di espressione popolare.
Da giovane fu soldato mercenario al servizio della Repubblica della Serenissima, spostandosi tra Venezia e Candia, l’odierna Creta. In questo periodo, l’ambiente della colonia veneta dell’isola gli permise di frequentare una società letteraria, l’Accademia degli Stravaganti. I primi documenti della sua produzione letteraria risalgono al 1604, sono alcune lettere scritte come prefazione alla Vaiasseide dell’amico e letterato napoletano Giulio Cesare Cortese. L’anno seguente viene messa in musica la sua villanella Smorza crudel amore. Rientrato a Napoli nel 1608, pubblica il suo poemetto Il Pianto della Vergine.
Nel 1611 prese servizio alla corte di Luigi Carafa, principe di Stigliano, al quale dedicò un testo teatrale, Le avventurose disavventure e, successivamente, seguì la sorella Adriana, celebre cantante dell’epoca, alla corte di Vincenzo Gonzaga a Mantova, entrando a far parte della Accademia degli Oziosi. Curò, fra l’altro, la prima edizione delle rime di Galeazzo di Tarsia. Nella città lombarda fece stampare madrigali dedicati alla sorella, odi, le Egloghe amorose e lugubri, la seconda edizione riveduta ed ampliata de Il Pianto della Vergine e il dramma in cinque atti La Venere addolorata.
Tornato a Napoli, fu governatore di vari feudi per conto di alcuni signori meridionali. Nel 1618 uscì L’Aretusa, un idillio dedicato al principe Caracciolo di Avellino e l’anno seguente un testo teatrale in cinque atti Il Guerriero amante.
Fu fratello di Adriana, celebre cantante che raggiunse il primato del canto nella penisola, ai tempi in cui si impose la figura della virtuosa.
Morì a Giugliano, nel 1632, dove è sepolto nella chiesa di Santa Sofia.

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