Celti e Celtismo

Il termine “celtismo” può assumere due significati:

  • Segnalare la fedeltà alle tradizioni, al limite talvolta dell’integralismo, da parte di quei popoli che intendono difendere a ogni costo e proteggere dall’assimilazione la propria eredità culturale;
  • Oppure indicare “rivisitazioni” del mondo dei Celti più antichi, con attribuzioni di caratteristiche più o meno forzate rispetto ai dati storici disponibili.

Nel primo caso son da far notare le persecuzioni subite dalle minoranze etniche come il divieto che venne istituito in Francia nel 1789 di evitare ogni tipo di manifestazione della cultura bretone, a partire dall’uso della lingua. Il diritto di poterla studiare e utilizzare nelle scuole è stato riconosciuto solo negli anni ottanta dal presidente Mitterand.
Per secoli la cultura celtica fu connotazione delle zone periferiche e povere quali Galles, Cornovaglia, isole Ebridi, la provincia irlandese del Connemara e le isole Aran. Ma a partire dal secolo scorso si cominciò a vedere un risollevamento della cultura celtica con un profondo impegno intellettuale espressosi in Irlanda con opere di autori quali W. B. Yeats e J. Joyce, o con J. M. Synge con il suo romanzo “L’uomo di Aran” che assunse grande popolarità con la trasposizione cinematografica di O’Flaherty. Il gaelico gode in Irlanda piena parità con l’inglese (anche se quest’ultima è la lingua più parlata). Il cornico, di cui in Cornovaglia si era perduto l’uso, è oggetto di un faticoso recupero, mentre ha più successo il ripristino non solo della lingua, ma anche delle tradizioni, nel Galles in Scozia e nell’isola di Man.
Un canale potente mediante il quale la cultura celtica ha varcato i confini geografici è sicuramente la musica: canti irlandesi “vecchio stile” e composizioni per voce e arpa (penillion), così come i canti di lavoro scozzesi. in ambito locale il celtismo ha spinto verso la costituzione di società che si dichiaravano ispirate alla saggezza dei Druidi e intendono tenerne vivo l’amore per la libertà e la concezione antidogmatica della religione. Nel Galles queste aggregazioni sono ancora presenti e vengono chiamate Eisteddfod.
Un aiuto esterno venne dal movimento romantico, tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo. Il movimento illuministico venne contrastato, assieme all’idea di nazione e al conseguente interesse per le tradizioni popolari, da pubblicazioni come “I canti di Ossian” (1765), dell’autore scozzese James Macpherson, che si rivelò un falso clamoroso, ma che aprì la strada ad autori come W. Scott, inventore del romanzo storico.
In tempi più recenti la ricostruzione di un presunto mondo celtico ha avuto successo con l’applicazione della componente fantastica; esempio noto a tutti la saga de “Il signore degli anelli” di J. R. R. Tolkien, o alle più spiritose, ma molto più vicine alla realtà, avventure di “Asterix e Obelix”.

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