FAQ - Le vostre domande
Domanda: ciao, sto cercando disperatamente il libro "Il ritorno delle fate" ma non riesco a trovarlo da nessuna parte. Tu sai essermi di aiuto su dove e come poterlo acquistare? Un'altra cosa, vale la pena la fatica che sto facendo per trovarlo o alla fine non è quel gran libro che penso sia? Ti sarei davvero grato se volessi buttare via due dei tuoi preziosi minuti per aiutarmi. Diego Risposta: Ciao Diego. Credo tu ti riferisca a: "Il ritorno delle fate" di A. C. Doyle. E' un libro un po' particolare, interessante se vuoi scoprirne un po' di più sulla storia di Cottingley. Sul mio sito puoi trovare l'estratto di una lunga lettera. "Il ritorno delle fate" è articolato in una Prefazione (pp. 47-48) e in otto capitoli (pp. 49-198), cui l’edizione italiana ha aggiunto, a mo’ di appendici, un’intervista rilasciata da Arthur Conan Doyle nel 1929 per la diffusione cinematografica (pp. 199-203); un articolo dello stesso autore con nuovi elementi a favore della veridicità delle fate, pubblicato su The Strand Magazine nel febbraio del 1923 (pp. 204-205); la prefazione alla seconda edizione dell’opera (pp. 206-208) e l’appendice alla medesima edizione (pp. 209-219). Attraverso un minuzioso resoconto degli avvenimenti e delle ricerche condotte su di essi soprattutto da Edward L. Gardner, Arthur Conan Doyle intende condurre il lettore — come in un’indagine poliziesca — a riconoscere la fondatezza degli argomenti a favore delle fotografie di Cottingley in particolare — alle due prime se ne erano aggiunte altre tre — e dell’esistenza di fate, gnomi, elfi e altri esseri simili in generale. Ne emerge l’immagine di una natura popolata da numerosissimi esseri, visibili solo a chi abbia particolari facoltà medianiche — talora le pellicole fotografiche... — e in condizioni atmosferiche favorevoli, una realtà che solo l’interpretazione teosofica — cui è dedicato l’ultimo capitolo (pp. 178-198) — è in grado di penetrare. Per come recuperarlo posso consigliarti di provare a chiedere alla biblioteca del tuo comune, esiste, oggi, un servizio interbibliotecario molto utile a reperire testi poco diffusi come questo. Oppure potresti cominciare a spulciare tra i banchi di qualche mercatino dell'antiquariato o in qualche libreria in cui si possa trovare testi fuori commercio o usati, perchè penso che l'ultima pubblicazione risalga al 1992.

Domanda: Perchè non c'è la fine alla storia "la maledizione del cigno"? Patypan Risposta: Semplicemente perchè la sua autrice non l'ha mai voluto concludere nonostante le abbia chiesto un sacco di volte di farlo.

Domanda: Vorrei delle informazioni su un'usanza celtica riguardante i teschi di cavallo. Gipetoribelle Risposta: Si racconta, nel lontano Galles, che fosse usanza ridicolizzare, nel mese di maggio (quindi attorno alle festività di Beltane) chi non fosse innamorato. I ragazzi erano soliti appendere mazzi di fiori legati con nastri alla porta della ragazza che amavano. Ma alla finestra di una ragazza che fosse particolarmente pudica o di una giovane che avesse appena lasciato il suo innamorato, si appendeva un teschio di cavallo o l'effige di un uomo fatta di paglia. Sempre in Galles, nel periodo di Natale, quindi attorno alla festività di Yule, veniva portata in giro di casa in casa la Mari Lwyd (che alcuni traducono "Maria Grigia", altri "Giumenta Grigia"). Si tratta di una figura mostruosa composta da un teschio di cavallo montato su un palo portato da una persona solitamente celata sotto una coperta per dare l'idea di essere un umano gigantesco con la testa d'animale. La mascella del teschio viene disposta in modo tale che si possa aprire o chiudere di scatto e talvolta gli occhi sono dotati di vetro per dare l'effetto ancor più terribile. Nastri escono dalle orecchie e vengono poste delle campanelle attorno al sollo. In alcune comunità, chi accompagna questa creatura è abbigliato in modo altrettanto grottesco, tra i quali un costume da Aderyn Pica Llwyd ("Gazza Grigia"), un uccello finto appeso ad un bastone di mele e arance. A ogni casa il capo del corteo bussa alla porta e recita una filastrocca musicale in cui chiede il permesso di entrare per se e per la Mari. Gli abitanti della casa replicano con un'altra filastrocca che esprime sospetto e chiede rassicurazioni sul fatto che la Mari non causerà violenza e disordine se lasciata entrare questo porta a un lungo dialogo che culmina con il permesso di entrare in casa. Una volta all'interno, la Mari dimentica ciò che ha promesso e cominci a cercare di agguantare gli abitanti della casa (specialmente le donne). Solo quando un bambino piccolo si para davanti alla Mari e le porge un dolce il mostro viene soggiogato. Questa festa non è altro che la rappresentazione gallese di una festa ben diffusa anche in Inghilterra e Polonia. In Germania i figuranti sono vestiti da diavoli. Tutto questo perchè, nel simbolismo e nelle credenze indoeuropee, gli spiriti della Terra (che quindi governavano sulla fertilità) erano immaginati con tratti di cavallo, ed ogni volta che se ne invocava il potere si utilizzava un immaginario equino. Così, ne cuore dell'inverno, quando il potere generativo della Terra pare essere sul punto più basso, si ricorre a questo tipo di "invocazioni" ricorrendo al richiamo dei guardiani della fertilità, i cavalli, appunto, ed associarli con il simbolo delle Genesi per antonomasia, la donna. Per collega e ancora di più tutto questo alla sfera celtica, basti pensare che la Mari è, a dispetto del ruolo che ricopre, un creatura femminile, nella quale dunque si può riconoscere la figura di Epona, la Grande Giumenta, la dea Terra stessa, e quindi non solo uno dei tanti spiriti. Per approfondire questo discorso di suggerirei di andare a cercare: "Il tempo dei Celti" di Alexei Kondratiev, che riporta cose abbastanza interessanti, oltre a quello che ti ho appena raccontato, nel terzo capitolo, quello legato, appunto, al ciclo della terra e del sole. Puoi trovare qualche riferimento alla dea Epona anche sul sito "Il Calderone Magico". Il Calderone Magico: Epona Spero di essere stata utile.

Domanda: Volevo sapere se hai maggiori informazioni sui simboli "Occian" e "Sole di San Michele". Sirio Risposta: Purtroppo tutto quello che ho trovato, a livello informativo, riguardo il nodo celtico di Occian, è quello che ho scritto sul sito. Posso solo aggiungere qualcosa a riguardo del "Sole di San Michele". Alcuni lo accomunano a Belenus o Beleno o, ancora, Belenos. Beleno in Francia è un altro protagonista della venerazione del popolo celtico-cristiano. Viene associato a san Michele Arcangelo, l'angelo guerriero che brandisce la spada ed abbatte il dragone, a cui sono dedicati numerosi santuari in tutta Europa, come quello famoso di Mont-St.-Michel, in Francia, un tempo luogo sacro ai Druidi con il nome di Mont Bélaine, il Monte di Belenus. Parrebbe infatti che l'angelo della tradizione cristiana incarni le caratteristiche del dio luminoso Lugh-Belenos, un dio che esprimeva la funzione guerriera e sacerdotale. Così non vi è stato bisogno di un gran cambiamento, in un periodo di conversione dei tempi pagani in luoghi di culto cristiani, per farne di queste divinità celtiche come Belenus un San Michele Ministro delle collere divine in un tempio sacro ai Druidi. Vi è anche un collegamento con il nostro territorio chiamato "Gargano".

Domanda: Ciao, volevo chiederti se puoi segnalarmi qualche libro (non romanzi, proprio "storici") che parlano di banshee, licantropi e vampiri? Ti ringrazio. Black Lilium Risposta: Ciao. Dunque, la cosa che posso suggerirti di fare è di cercare libri di leggende, perchè non credo che esistano testi "storici" sul genere. Ci sono solo raccolte di antiche leggende, a quanto ne so. Potrei darti qualche suggerimento, al massimo, per ampliare la tua ricerca. Le Banshee, per esempio, in Scozia erano chiamate "Le lavandaie del guado", quindi un testo come: "Each-Uisge" di Rossella Camerlingo, edito dalla Keltia Editrice, potrebbe fare al caso tuo, visto che raccoglie leggende scozzesi sugli Spiriti delle Acque. Per quanto riguarda invece i Lupi Mannari potresti, tanto per cominciare, sbirciare nella Bibbia, mi pare di ricordare che ci sia un accenno riguardante il Re Nabuccodonosor che fu trasformato da Dio in un essere simile al lupo. Oppure cercare leggende greche, spero di non sbagliare nel ricordare che anche il Re dell'Arcadia Licaone fu trasformato da Zeus in un lupo per vendicarsi della ferocia del sovrano che usava nei suoi banchetti carne di fanciulli. Poi ogni popolo ha le sue varianti, si va dagli uomini giaguaro del sud America agli uomini Tigre delle zone orientali. Nell'Europa e nelle zone occidentali la leggenda dell'uomo lupo deve essere attribuita anche a barbare popolazioni germane. Ti cito poi un trattato di Claudio Galeno di Pergamo (129-200ca) che ho trovato gironzolando su internet, ma di cui non conosco l'esatta provenienza, credo si tratti de "Ars Medica" ma non ci giurerei. «Coloro i quali vengono colti dal morbo, chiamato lupino o canino, escono di notte nel mese di febbraio, imitano in tutto i lupi o i cani, e fino al sorgere del giorno di preferenza scoprono le tombe. Tuttavia si possono riconoscere le persone affette da tale malattia da questi sintomi. Sono pallidi e malaticci d'aspetto, e hanno gli occhi secchi e non lacrimano. Si può notare che hanno anche gli occhi incavati e la lingua arida, e non emettono saliva per nulla. Sono anche assetati e hanno le tibie piagate in modo inguaribile a causa delle continue cadute e dei morsi dei cani; e tali sono i sintomi. E' opportuno invero sapere che questo morbo è della specie della melanconia: che si potrà curare, se si inciderà la vena nel periodo dell'accesso e si farà evacuare il sangue fino alla perdita dei sensi, e si nutrirà l'infermo con cibi molto succosi. Ci si può avvalere d'altra parte di bagni d'acqua dolce: quindi il siero di latte per un periodo di tre giorni, parimenti si purgherà con la colloquinta di Rufo o di Archigene o di Giusto, presa ripetutamente ad intervalli. Dopo le purgazioni si può anche usare la teriarca estratta dalle vipere e le altre da applicare nella melanconia già in precedenza ricordate.» Per i Vampiri, ti ricordo che nella Bibbia vi è la maledizione di Caino, dalla quale alcuni sostengono sia stato dato il via alla stirpe, oppure ti suggerisco di cercare qualche cosa sui suoi rappresentati più conosciuti: Erzsèbet Bathory e Vlad Tepes III. Spero di esserti stata utile.
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