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La religione

Quello che affronterò ora è un discorso molto particolare in quanto ogni singola tradizione celtica è un ammasso di leggende, racconti e superstizioni da prendere con le pinze. Bisogna, innanzitutto, tenere ben presente del numerosissimo frazionamento in piccole tribù delle popolazioni celtiche, ogni tribù aveva un suo Druido, uno suo custode del sapere, e di conseguenza la visione della cosmologia celtica variava da una tribù all'altra anche in modo piuttosto evidente.

Gli Ulati, la popolazione più "primitiva" che giunse in irlanda prima di tutti (con la 2a migrazione), narravano che in principio non vi era nulla se non un ammasso di energia ribollente talmente potente da non poter essere compreso in nessuna forma, nessun tempo, spazio o parola.
Qualcuno disse che il suo nome era composto da 13 lettere scelte puramente a caso e ripetute 256 volte. Dunque il suo nome, fondamentalmente, non era mai lo stesso.
Questo ammasso di energia dormiente un giorno, mentre si muoveva su se stesso, si rigirò completamente, le scie che si lasciò dietro, prodotte dal suo movimento, crearono il cosmo per come noi lo conosciamo.
Le scie a lo ro volta si divisero in tre strati: il primo è il mondo degli dei, dove l'energia rimane pura e le forme non servono; il secondo è il mondo materiale, riflesso del primo ma bloccato dalla barriera formata dall'Ordine; il terzo, infine, è il mondo dei morti, il mondo in cui la luce degli dei si smorza e dove ogni cosa riposa prima di essere risistemata, cancellata e rispedita sugli altri mondi.

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