Scienza, arte e tecnologia
Se è vero che non furono i Celti i costruttori dei grandi centri megalitici, è anche vero che essi ne conoscevano il significato e se ne servivano per misurare il tempo, le eclissi di Sole e di Luna, le orbite dei pianeti e lo spostamento delle stelle. Inoltre, chiunque avesse avuto un'istruzione regolare conosceva la "Ruota del Sole", composta dai segni zodiacali, e il periodo dell'anno in cui il Sole entrava nella sfera d'influenza di un segno. Non ci sono prove, tuttavia, che essi ne facessero uso divinatorio. I Celti condividevano il primato con gli antichi Cinesi per quanto riguarda la geobiologia, lo studio, cioè, delle relazioni, positive e negative, che intercorrono tra le correnti elettromagnetiche sotterranee e la vita delle piante, degli animali e degli uomini sulla superficie della terra. Questa scienza, di recente invenzione, ha fornito la spiegazione del perchè i rabdomanti, mediante l'uso di un bastone a forcella o di un pendolo metallico, riuscissero a captare la presenza di vene di metallo o di falde acquifere. I Celti sapevano dunque sfruttare lo "Spirito della terra" a scopi terapeutici, oltre che riconoscere nelle pietre innalzate da popoli antecedenti una sua manifestazione più intensa. I Celti arrivarono a padroneggiare la fusione del ferro dolce con risultati che furono perfezionati solo alla fine dell'Ottocento e ad ottenere lamine sottilissime senza dover ricorrere al laminatoio. Inventarono una specie di ottone e furono gli unici a sfruttare la smithsonite, che offriva prestazioni simili a quelle dello zinco. Furono i primi al mondo a ricorrere al mercurio, ricavandolo per distillazione, per stagnare o argentare oggetti in rame. Anche nella lavorazione del vetro e dello smalto raggiunsero livelli notevoli, senza dimenticare le sofisticate tecniche nel campo della tessitura e della tintura.
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