Erbario: la raccolta

Le erbe migliori sono quelle che crescono lontano dagli abitati, poiché sono più ricche di principi attivi e poco inquinate. Evitare di raccogliere esemplari al limitare delle strade o fognature.
Le droghe, cioè la parte della pianta che viene utilizzata a scopo medicamentoso, hanno un loro tempo balsamico di raccolta, ovvero un periodo in cui sono più ricche di sostanze utili. Questo periodo varia da pianta a pianta, in base al ciclo vegetativo e ai diversi fattori ambientali e climatici.
Il mattino è il momento migliore per raccogliere le droghe, meglio ancora se asciutto e ventoso. Se si tratta di tuberi, radici, rizomi o bulbi meglio controllare che il terreno da cui vengono estratti sia asciutto. Inoltre, meglio estirparli quando la pianta è a riposo, nel tardo autunno, dopo che la parte aerea si è disseccata o ad inizio primavera, prima che ricominci a vegetare.
Le cortecce si raccolgono in primavera, quando la grande quantità di linfa favorisce il distacco dall’albero. Per raccoglierla bisogna praticare due incisioni, profonde, ad anello, intorno al ramo che ci interessa, quindi una terza incisione nel senso della lunghezza, unendo le prime due. Infine si infila il coltello sotto i tagli fino ad ottenere il distacco della corteccia..
Per estrarre le radici (ma solo in caso di necessità) fare molta attenzione a togliere al massimo una pianta e a ricoprire bene la buca.
Le foglie si raccolgono in primavera inoltrata, al loro completo sviluppo.
Le gemme si raccolgono a inizio primavera, appena prima che si schiudano.
Le erbe e le altre parti aeree di piccoli vegetali si raccolgono prima o durante la fioritura.
I fiori si raccolgono quando sono ben maturi; per quelli polposi il grado di maturazione deve essere tale da non comprometterne l’integrità durante il trasporto.
I semi si raccolgono poco prima che la pianta li lasci cadere spontaneamente; si possono isolare dalle altre parti della pianta per setacciatura.
Gemme, foglie, fiori, frutti e semi si raccolgono tranquillamente con le mani per contenerli è ottimo un cesto, foderato di tela rada, accuratamente pulita. Sono invece assolutamente sconsigliati i sacchetti di plastica.
Le galle sono le piccole escrescenze, solitamente globose ma anche di struttura stravagante, che sono prodotte dalla pianta come reazione alla presenza d’insetti, di solito piccoli imenotteri o acari. Questi piccoli organismi sfruttano a loro vantaggio questa strana struttura vivendo e nutrendosi dei tessuti all’interno dell’involucro protettivo. In molti casi certi insetti vivono associati solo a determinate specie d’alberi. Anche le galle possono essere raccolte: se vengono raccolte in autunno e poste in un luogo fresco si riuscirà anche a vedere gli animali che vi abitano, perché sgusceranno fuori. La conservazione di questi campioni non è difficile: le galle dure e secche, come quelle delle querce, si potranno conservare così come sono; le altre, invece, piccole e fragili che si trovano sulle foglie, saranno pressate con queste ultime. Per essiccare le galle morbide conviene utilizzare la sabbia silicea calda, che asciuga rapidamente il campione.
Tenete ben separate le droghe per evitare pericolose mescolanze e fate attenzione all’equilibrio naturale, abbiate rispetto della natura.

Ricordiamoci che…

Se l’area prescelta per la raccolta è all’interno di una riserva naturale o di un parco nazionale è bene ricordare che ci stiamo muovendo in un territorio protetto: di conseguenza sarà bene limitarsi a fotografare i campioni, senza prelevarli. Se invece si tratta di proprietà privata è consigliabile almeno chiedere il permesso per effettuare la raccolta.
Per evitare di prelevare campioni di specie protette conviene informarsi presso gli uffici regionali e le varie comunità montane (o gli enti per la protezione della natura). Eccetto per la raccolta con finalità particolari, non conviene prendere in esame individui danneggiati o malati.

Precedente Erbe, leggende e proprietà terapeutiche Successivo Erbario: I tempi balsamici