[FAQ] Teschi di cavallo

Domanda:
Vorrei delle informazioni su un’usanza celtica riguardante i teschi di cavallo.
Gipetoribelle
Risposta:
Si racconta, nel lontano Galles, che fosse usanza ridicolizzare, nel mese di maggio (quindi attorno alle festività di Beltane) chi non fosse innamorato. I ragazzi erano soliti appendere mazzi di fiori legati con nastri alla porta della ragazza che amavano.
Ma alla finestra di una ragazza che fosse particolarmente pudica o di una giovane che avesse appena lasciato il suo innamorato, si appendeva un teschio di cavallo o l’effige di un uomo fatta di paglia.
Sempre in Galles, nel periodo di Natale, quindi attorno alla festività di Yule, veniva portata in giro di casa in casa la Mari Lwyd (che alcuni traducono “Maria Grigia”, altri “Giumenta Grigia”).
Si tratta di una figura mostruosa composta da un teschio di cavallo montato su un palo portato da una persona solitamente celata sotto una coperta per dare l’idea di essere un umano gigantesco con la testa d’animale.
La mascella del teschio viene disposta in modo tale che si possa aprire o chiudere di scatto e talvolta gli occhi sono dotati di vetro per dare l’effetto ancor più terribile.
Nastri escono dalle orecchie e vengono poste delle campanelle attorno al sollo.
In alcune comunità, chi accompagna questa creatura è abbigliato in modo altrettanto grottesco, tra i quali un costume da Aderyn Pica Llwyd (“Gazza Grigia”), un uccello finto appeso ad un bastone di mele e arance.
A ogni casa il capo del corteo bussa alla porta e recita una filastrocca musicale in cui chiede il permesso di entrare per se e per la Mari. Gli abitanti della casa replicano con un’altra filastrocca che esprime sospetto e chiede rassicurazioni sul fatto che la Mari non causerà violenza e disordine se lasciata entrare questo porta a un lungo dialogo che culmina con il permesso di entrare in casa.
Una volta all’interno, la Mari dimentica ciò che ha promesso e cominci a cercare di agguantare gli abitanti della casa (specialmente le donne). Solo quando un bambino piccolo si para davanti alla Mari e le porge un dolce il mostro viene soggiogato.
Questa festa non è altro che la rappresentazione gallese di una festa ben diffusa anche in Inghilterra e Polonia.
In Germania i figuranti sono vestiti da diavoli.
Tutto questo perché, nel simbolismo e nelle credenze indoeuropee, gli spiriti della Terra (che quindi governavano sulla fertilità) erano immaginati con tratti di cavallo, ed ogni volta che se ne invocava il potere si utilizzava un immaginario equino.
Così, ne cuore dell’inverno, quando il potere generativo della Terra pare essere sul punto più basso, si ricorre a questo tipo di “invocazioni” ricorrendo al richiamo dei guardiani della fertilità, i cavalli, appunto, ed associarli con il simbolo delle Genesi per antonomasia, la donna.
Per collega e ancora di più tutto questo alla sfera celtica, basti pensare che la Mari è, a dispetto del ruolo che ricopre, un creatura femminile, nella quale dunque si può riconoscere la figura di Epona, la Grande Giumenta, la dea Terra stessa, e quindi non solo uno dei tanti spiriti.
Per approfondire questo discorso di suggerirei di andare a cercare: “Il tempo dei Celti” di Alexei Kondratiev, che riporta cose abbastanza interessanti, oltre a quello che ti ho appena raccontato, nel terzo capitolo, quello legato, appunto, al ciclo della terra e del sole.
Puoi trovare qualche riferimento alla dea Epona anche sul sito “Il Calderone Magico”.
Il Calderone Magico: Epona
Spero di essere stata utile.

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