Furto nel regno delle Fate

In Inghilterra, non lontano da Wold Newton, nell’Humberside, c’è un tumulo alto e rotondo chiamato Willy Howe, che si pensa risalga al Neolitico, ed è considerato luogo di sepoltura di coloni anglosassoni e scandinavi. Strane credenze sono collegate a questo luogo; per esempio, Guglielmo Newburgh, un cronista del XII secolo, originario della zona, racconta di un contadino che mentre una sera tornava a casa ubriaco, udì canti e suoni di una festa provenire dal tumulo. Trovata una porta aperta in un lato del tumulo, guardò dentro e vide un ampio locale, scintillante di luci, in cui uomini e donne sedevano banchettando. Un servo, scortolo sulla soglia, gli offrì una coppa di vino. L’uomo prese il calice, ma per paura che se avesse bevuto sarebbe stato in balìa delle Fate lo gettò e fuggì, portandosi via la coppa. I commensali gli diedero la caccia, ma l’uomo riuscì ad arrivare a casa con la refurtiva.coppa

Con il tempo la coppa finì per essere donata a Enrico I, il quale, a sua volta, la diede al cognato, re Davide di Scozia. Qualche anno dopo Enrico II chiese di poterla vedere a Guglielmo di Scozia, il quale la rimandò in Inghilterra. Dopo di che non se ne seppe più nulla. Comunque pare che in Scandinavia, Inghilterra e Germania Settentrionale siano molte le coppe rubate alle Fate in simili circostanze. Una, giunta fino a noi è chiamata: “Fortuna di Edenhall”, custodita presso il Victoria and Albert Museum di Londra. E? un bicchiere di vetro smaltato e dorato, di disegno insolito, prodotto in Siria nel XIII secolo, un cimelio della famiglia Musgrave di Edenhall, in Cumbria. Secondo la leggenda, il bicchiere fu fatto cadere dalle Fate, sorprese a banchettare nei dintorni di S Cuthbert’s Well e fuggite gridando: “Se questo calice si romperà o cadrà, addio fortuna di Edenhall!!”. La “fortuna” fu conservata sempre con la massima cura, se qualcuno voleva bere da essa qualcuno doveva tenere un tovagliolo al di sotto onde evitare incidenti.

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