[Il Grande fiume] Il Lago Gerundo

Il lago Gerundo

(Gazzetta del Po n.1 del 6 Gennaio 2007)

Per convenzione vi narrerò questa leggenda definendo Gerundo un lago, sebbene alcuni lo definissero un vero e proprio mare.
Il lago Gerundo non era altro che il territorio che va dalla bergamasca meridionale al nord della provincia di Cremona ricoperto da acque poco profonde ed acquitrinose, estendendosi per 35 km da est a ovest e 50 km da nord a sud. La sua esistenza è testimoniata da diversi documenti di origine romana, ma soprattutto dai racconti di un monaco, tale Sabbio, che nel 1110 d.C. parlò di torri dotate di anelli per l’ormeggio delle barche e le cui rovine possiamo trovare tutt’oggi.
Formato dalle esondazioni di alcuni affluenti del Po (Adda, Oglio, Serio, Lambro) e da risorgive sotterranee, era l’habitat perfetto per molti tipi di animali, tra i quali, narrano le leggende, creature spaventose che gli abitanti dell’epoca chiamavano ‘draghi’.
Questi esseri apparivano come grandi serpenti dotati di una alito pestilenziale e furono avvistati in più occasioni.
Quella che oggi appare come una leggenda, nel Medioevo era considerata da molti realtà, tanto che alcuni centri abitati si dotarono di una cinta muraria appositamente per difendersi dai mostri lacustri.
A dare credito a queste storie furono i ritrovamenti di alcuni reperti ossei. Lunghe ossa che la popolazione considerò come parti di scheletri dei terribili mostri che infestavano le acque del lago. Alcune chiese conservarono quelle ossa, portandole fino a noi, costole di animali lunghe fino a 260 cm.
Nacquero moltissime leggende, una, in particolare, è quella di Tarànto, un enorme serpente acquatico che terrorizzava gli abitanti nella zona dell’attuale Lodi. Chi fu ad ucciderlo è incerto, alcuni dissero San Cristoforo, altri Federico Babrabrossa, sta comunque di fatto che in seguito alla morte del mostro le acque del lago Gerundo si ritirarono.
Ma tutto ciò è oggi spiegabile: le lunghe ossa appartenevano ai dinosauri, gli avvistamenti a grossi pesci, quali gli storioni, mentre il prosciugamento del lago Gerundo fu dovuto all’intensificazione delle opere di bonifica sul territorio paludoso.

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