[Il Grande fiume] Il mito di Fetonte

Il mito di Fetonte

(Gazzetta del Po n.47 del 16 Dicembre 2006)

Il nome di “Eridano” ci porta alla mente la mitologia greca. Una leggenda narra nelle sue profondità giaccia Fetonte.
Figlio di Apollo e Climene, Fetonte fu allevato senza sapere l’identità di suo padre. Quando finalmente scoprì la verità, il giovane partì alla ricerca di Apollo e arrivato al suo palazzo, si presentò. Il padre fu entusiasta di conoscerlo e gli promise che avrebbe esaudito il suo più vivo desiderio. Il ragazzo gli chiese di poter guidare il carro del Sole per un giorno. Apollo cercò di dissuaderlo ma non ne fu capace e così, a malincuore, gli concesse di farlo. Il giovane però non possedeva la forza necessaria per condurre i cavalli alati del padre e perse il controllo, facendo avvicinare troppo l’astro alla terra, che s’incendiò e lanciò un urlo di dolore così alto che giunse fino alle orecchie di Zeus. Il padre degli dei fermò allora Fetonte colpendolo con un fulmine e scaraventandolo senza vita nelle profondità delle acque del fiume Eridano. Secondo la leggenda accorsero le sue sorelle che piansero così tanto da impietosire gli dei che le tramutarono così in pioppi.
Il fiume Eridano venne poi innalzato al cielo, dove, riproducendone i meandri, divenne una costellazione: «Scorgerai ancora l’Eridano situato in questa parte del cielo, serpeggiare sotto la pianta del piede sinistro di Orione.»

 

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