L’ombra e la stella

Quel che fu all’inizio fu solo silenzio,
un vuoto nero, oscuro più della notte,
senza una stella a illuminarmi il cammino,
senza la dolce luna a guardarmi da vicino.
Buio tra gli alberi alti e fruscianti,
ombre sulla strada di terra e sassi,
silenzio nella notte, silenzio nel cuore,
solo la brezza mi scuote e le foglie muove.
Io cammino, non c’è nulla e il cuore si spaura,
io corro, con il nulla che mi segue e mi precede.
Poi d’un tratto, una luce laggiù nel prato,
le mani agli occhi porto in un gesto disperato,
una stella è caduta, una stella è lì da sola.
La luce si attenua, sento una voce:
“Vieni piccola mia, non sono una stella,
sono la luce del tuo cuore che ti libererà.”

E’ una voce cristallina,
come di cento campanelle,
dolce e vellutata,
che arriva dritta al cuore.
Esco dalle ombre un po’ titubante,
ma non mi lasciano, le ombre,
non mi fan andare tanto distante.
guardo ai miei piedi e le vedo che si muovono,
mi tengono, mi stringono, non mi lasciano i piedi.
Guardo la stella per cercarne l’aiuto,
guardo la stella e faccio un passo,
guardo la stella e ne faccio un altro,
Poi mi giro e sono libera,
anche se le ombre sono sempre là,
che si muovono e si allungano,
come dita scheletriche si contorcono,
ma non mi toccano, e infine,
nel silenzio di dolore urlano.

La paura d’esse mi assale,
mi giro e guardo davanti a me,
con gli occhi sbarrati di paura
vedo la stella danzare, la sento cantare:
“Vieni, piccola bambina, vieni da me piccina,
dove c’è luce ci son anche ombre,
ma con me non temere, saran paure passeggere.”
Biondi riccioli e ali splendenti,
occhi verdi e sorridenti,
bianco è il viso, candido il vestito.
Si muove con quelle sue alette,
come se fosse un colibrì: le sbatte,
le muove eppur non c’è vento,
ma nell’aria un profumo spande.

E’ dolce il viso, è delicata la voce,
mi chiama, mi vuole, è un canto che seduce.
Lo guardo stupita, mi acceca la sua luce,
d’improvviso mi abbaglia, devo chiudere gli occhi,
sfregarli forte, forte e riaprirli.
Rimango di stucco, non c’è più la stella.
Ma sono felice poiché sono uscita dal bosco tenebroso,
ora invece innanzi a me c’è un grande prato erboso.
Guardo il cielo e ora c’è la luna,
amica mia inseparabile, argentea amica di luce.
Ci sono anche le stelle, tante, luminose e belle,
una, la più luminosa, brilla come se ammiccasse.
Sorrido e guardo davanti a me.
Non più paura, non più terribili ombre,
ma prati, fiumi e chissà cos’altro.

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