[Il Grande fiume] Mantova

Il nome di Mantova

(Gazzetta del Po n.5 del 3 Febbraio 2007)

Diverse sono le origini che si danno alla città di Mantova. La prima afferma che la città venne fondata, al tempo degli etruschi, per onorare il dio dei morti Mantu, mentre la seconda ne fa derivare il nome dalla profetessa greca Manto.
La leggenda narra che Manto fuggì da Tebe, cacciata perché ritenuta una donna troppo orgogliosa e malevola, alla ricerca di un luogo ove poter vivere in pace. Giunse così in Italia e mentre viaggiava la sua indole cominciò a mutare. Giunse fin su le rive del Tevere dove incontrò il dio che dimorava in quelle acque e i due s’innamorarono. La felicità sorrise a Manto quando il dio la chiese in sposa e fu benedetta dalla nascista di un figlio, Ocno.
Ocno era d’indole buona e gentile e imparò molte cose dal padre, ma sfortuna volle, però, che un fulmine strappò il dio a Manto e a suo figlio che decisero, così, di riprendere il viaggio.
Cammina, cammina giunsero sulle rive di un altro fiume, il Mincio, in una terra paludosa ed inospitale. I due decisero di stabilirsi su un’isola che il corso del fiume spezzandosi ed allargandosi, lasciava scoperta. Qui si costruirono una capanna fatta di canne e quando Manto, con il passare del tempo, s’indebolì e i suoi capelli divennero d’argento chiamò a se il figlio e gli disse che la sua vita era vicina alla fine, raccomandandogli di fare tutto il bene che ella non aveva mai fatto.
Dopo poco tempo, difatti, Manto morì e Ocno la seppellì sulla più bella isola del Mincio, contornata da ninfee. Non dimenticò mai, il giovane, e parole della madre e cominciò così ad aiutare i poveri pastori e contadini, insegnando a costruire case e ponti per unire le isole, dando inizio alla costruzione di un villaggio che chiamò Mantova in onore della sua povera madre.

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