Vampiri, creature di tenebra

Vampiri nelle leggenda

Fin dall’antichità vi è stata nell’uomo la paura della morte. Nel Neolitico i cadaveri venivano arsi e chiusi nelle urne, oppure sepolti strettamente legati in avelli, serrati da pesanti lastre di pietra. Nella Columbia Britannica, presso gli Shuswap, vedove e vedovi restavano a lungo isolati dalla comunità e dormivano su giacigli di spine per scoraggiare visite indesiderate da parte del coniuge defunto. I Persiani, i Medi, i Parti e gli Iberni, davano in pasto alle belve i propri defunti; alcuni popoli nomadi della Russia (Ciuvasci), inchiodavano i cadaveri nelle bare con ferri appuntiti, i quali venivano fatti passare attraverso la testa e il cuore.
Una delle leggende più note è quella della Fidanzata di Corinto, celebrata da Goethe e tradotta da Benedetto Croce, nella quale la fanciulla Filinnio, alla quale la madre aveva impedito, in vita, di unirsi al promesso sposo, torna da morta a reclamare il compimento dell’amplesso: “Dalla tomba mi levo a ricercare il bene che mi manca dall’amore; il mio sposo perduto ad abbracciare ed a suggere il sangue del suo cuore.”
Il termine vampiro, con cui distinguiamo i morti bevitori di sangue, è di origine slava; secondo molti è l’insieme della parola lituana wempti, (bere) e quella turca uber (essere diabolico). Secondo la tradizione rabbinica, la stirpe dei Vampiri ha avuto inizio dal “matrimonio” da Adamo e il demone Lilith. Il vampiro propriamente detto è un defunto che per concessione infernale, sopravvive alla propria morte succhiando il sangue dei viventi. Secondo il popolo Slavo, le persone maggiormente destinate a diventare un vampiro erano i defunti di morte violenta e i giovani vergini: si pensava, infatti, che questi defunti fossero ancora avidi delle gioie di cui il prematuro trapasso li aveva privati.
La tipologia e il nome dei Vampiri cambiano a seconda del popolo di appartenenza: i Polacchi lo chiamavano Upir (lingua affilata come un pungiglione). Nella Piccola Russia era detto Mjerovjek, ed era considerato figlio di un lupo mannaro e di una strega. Per i Serbi e i Montenegrini Vurdalak, colui che in vita era stato un uomo dalla condotta riprovevole.
La figura del vampiro era identificata, in genere dal viso emaciato e pallido come il marmo, dal colore degli occhi slavato, dalle labbra gonfie e tumefatte, da denti aguzzi, unghie sempre lunghissime ed affilate, orecchie appuntite e mobili come quelle dei pipistrelli e l’alito orrendamente fetido.
Il morso del vampiro è anestetico, quindi chi lo subisce non se ne accorge, ed è , inoltre, contagioso:chi ne muore diviene un Vampiro a sua volta.
Le ragioni che stanno dietro la lunga storia del vampiro hanno più a che fare con la più universale e potente paura dell’uomo: la paura della morte.
La presenza del vampiro nel folclore indica che il suo intento potrebbe essere quello di piegare attraverso la superstizione ciò che non può essere compreso in altri modi: il mistero della morte così come afferma che lo scrittore S. King: “La sepoltura è un mistero, ma la morte è un segreto.”
Il Vampiro, per alcuni, è ancora una rappresentazione di una spaventosa verità della nostra esistenza: ogni essere vivente deve morire. Il vampiro ci affascina perché la sua natura è in perfetta antitesi con questa verità. Egli è morto per avere la vita e la sua stessa esistenza è garantita dalla morte altrui.
Per altri il vampiro di oggi rappresenta la capacità che tutti vorremmo avere, l’abilità di ingannare la morte, sconfiggerla e continuare ad esistere.
Come può, dunque un uomo essere scambiato per un vampiro? Esistono, in realtà, diverse malattie che sembrano provocare disturbi compatibili con le caratteristiche principali del vampirismo:

Anemia

Derivante dalla parola greca che significa “mancanza di sangue”, l’anemia è una malattia del sangue che comporta un numero molto basso di globuli rossi, necessari per il trasporto dell’ossigeno per tutto il corpo, quindi, quando una persona soffre di anemia i sintomi sono causati da carenza di ossigeno. Tali sintomi includono: aspetto pallido, affaticamento, respiro debole, problemi digestivi. Tre sono le cause principale dell’anemia: malattia, eredità o grandi perdite di sangue. Nel passato una persona che mostrava questi sintomi poteva essere sospettata di essere stata attaccata da un Vampiro. Ancora una volta il mito si plasma a seconda dei bisogni di chi ci vuol credere. Nei tempi in cui la scienza medica era ancora lontana da alcune scoperte cha oggi per noi risultano ovvie, la gente trovava spesso più facile credere che persone vittime di questi mali fossero state attaccate da un vampiro, piuttosto che ammalate. Inoltre, sintomi del genere possono aver suggerito ai nostri antenati che la vittima stesse iniziando la sua trasformazione in vampiro, caratterizzata da un aspetto pallido e da difficoltà nel mangiare.

Catalessi

La catalessi è un disordine nervoso che causa una forma di animazione sospesa; questo comporta una perdita di movimento volontario, rigidità dei muscoli e diminuzione della sensibilità verso il calore e il dolore. una persona in stato di catalessi può quindi vedere e sentire ma non può muoversi. Il respiro, le pulsazioni e tutte le funzioni regolatrici del corpo sono talmente rallentate che ad un primo esame la persona può sembrare morta. Questa condizione può durare da alcuni minuti a giorni interi. Prima che la medicina del XX secolo si facesse strada, c’erano pochi test diagnostici che potevano essere fatti su di un corpo per assicurarsi che fosse realmente morto, ed era molto facile che una persona in catalessi venisse dichiarata prematuramente morta, quindi era molto probabile che i corpi creduti morti venissero sotterrati quando in realtà morti non erano affatto. Immaginatevi cosa poteva succedere una volta che la persona fosse uscita dalla catalessi. Molti miti possono aver avuto origine da qui.

Porfiria

Di tutte le malattie e i disordini che possono essere legati al vampirismo la più bizzarra è certo la porfiria. Si tratta di una malattia del sangue ereditaria; i suoi sintomi sono talmente vicini ai miti associati alla moderna concezione di vampirismo da lasciare sbalorditi. Un malato di porfiria non è in grado di produrre eme, componente dell’emoglobina, a sua volta sostanza fondamentale del sangue. Oggigiorno questa malattia è curabile con regolari iniezioni di eme, tuttavia, solo cinquant’anni fa questo trattamento non era praticabile e la porfiria era sconosciuta. Di conseguenza un malato di porfiria mostrava questi sintomi: estrema sensibilità alla luce solare, infiammazioni e cicatrici che non guariscono prontamente, eccessiva crescita dei capelli, assottigliamento dei tessuti intorno alle labbra e alle gengive (cosa che rende i denti più prominenti). Questa malattia può portare la vittima ad uscire solamente di notte per evitare i raggi del sole. Inoltre l’aglio che in soggetti sani stimola la produzione di eme, accentua i sintomi della porfiria.

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