Vampiri, tutte le leggende

Algul Spirito malefico del folclore arabo il cui nome può essere efficacemente tradotto dall’espressione ”cavallo sanguisuga”. Si nutre con i corpi dei bambini morti e abita nei cimiteri.

Alp vampiro tedesco che entra in casa sotto forma di farfalla attraverso le serrature e si siede sul petto dei dormienti. Gli Alp sono esclusivamente di sesso maschile ed il loro principale divertimento è quello di tormentare i sogni delle donne. Possono volare come uccelli e correre come cavalli. Succhiano il sangue dai capezzoli degli uomini e dei bambini anche se a dire la verità preferiscono di gran lunga il latte delle donne. Un bambino può diventare un Alp se la madre utilizza un collare fatto di peli di cavallo per alleviare le sofferenze del parto. Si pensa che sia impossibile distruggere un Alp.

Asambosam Vampiro africano conosciuto soprattutto presso le tribù Ashanti del Ghana del Sud e tra le popolazioni della Costa d’Avorio e del Togo. Dimora nelle profondità delle foreste, dove spesso viene incontrato dai cacciatori. Ha un aspetto del tutto umano, fatta eccezione per i suoi denti, completamente di ferro e per le sue gambe che presentano diverse appendici a forma di uncino. Chiunque abbia la sventura o la sfacciataggine di avventurarsi nei pressi dell’albero in cui egli risiede, viene inesorabilmente catturato e ucciso.

Aswang Vampiro delle filippine, dal corpo umano e testa di animale, ha una lingua retrattile lunga quasi tre metri.

Azeto Nelle credenze vudù di Haiti, è un malvagio Loa (spirito dei morti) vampiro sia maschile che femminile.

Baital è una razza vampira indiana di individui mezzi umani mezzi pipistrelli alti un metro e mezzo. Nemico della Punyaiama.

Baobhan Sith Vampiro scozzese che generalmente si mostra con l’aspetto di una bellissima fanciulla e porta le sue vittime lentamente alla morte. Di solito vestita di verde.

Bebarlangs una tribù delle Filippine i cui appartenenti praticano una sorta di vampirismo psichico. Essi infatti vanno in cerca di prede attraverso il loro corpo astrale e non appena ne hanno trovata una succhiano le sue forze vitali.

Bhuta vampiro dell’India. Di solito esso è lo spirito di una persona morta di morte violenta, frequenta soprattutto i cimiteri e i luoghi molto desolati, nutrendosi di escrementi e di intestini. Un suo attacco può provocare una grave malattia o addirittura la morte. Odia il fuoco, elemento di purificazione, non ha ombra. E’ un servitore di Shiva.

Blautsauger Il suo nome, alquanto esplicativo, significa ”succhia sangue”. È dunque un normale vampiro che si nutre del plasma altrui, però con due peculiari caratteristiche: il suo corpo è interamente coperto di peli ed è assolutamente sprovvisto di ossa. Per ridurre le sue vittime in succhia sangue come lui, fa masticare loro la terra della sua tomba.

Brahmaparush Vampiro indiano. Questa creatura beve il sangue della vittima attraverso il suo teschio, estrae il cervello per cibarsene ed infine gli strappa via l’intestino per avvolgerselo intorno al corpo per praticarne una danza rituale.

Burculacas Vampiri della Grecia. Il loro nome derivava dall’unione di due termini che ne sottolineano il suo caratteristico fetore: bourka che significa ”letame” e lakos che vuol dire ”fogna”. All’interno dell’enorme famiglia dei vampiri occupano una posizione tutta particolare, visto che non soffrono minimamente la luce del sole. Di notte, però, le loro tombe sono ben riconoscibili poiché da esse si sprigiona un sinistro alone luminoso. Sono destinati a divenire Burculacas, dopo la morte, tutte le persone che hanno condotto una vita basata sulla malvagità e la dissolutezza, o anche le persone morte scomunicate. Per eliminare un Burculacas è necessario tagliarli la testa e bruciarla o anche fare a pezzi il suo corpo e cuocerlo nel vino.

Camazotz Nella mitologia Maya, è una divinità pipistrello vampiro dei Quiche del Guatemala. È spesso rappresentato con un coltello sacrificale in una mano e la sua vittima nell’altra.

Ch’iang shih Spiriti cinesi che hanno la facoltà di infondere vita nei cadaveri e anche costruirsi un corpo con qualche osso o avanzo putrefatto. Hanno occhi rossi, artigli affilati e colorito fosforescente e verdastro di carne in decomposizione.

Chonchon nel folclore degli indiani Araucaniani del Cile, è un vampiro con testa umana ed enormi orecchie che usa come ali per volare cercando la sua preda.

Chupacabra sfuggente bestia succhia sangue dell’America latina, avvistato anche più a Nord, nel Maine. Il suo nome si traduce come ”succhia capre”. Ha pelle grigio-verde, zanne, aculei e occhi rossi. Salta come un canguro ed emana un cattivo odore. Stordisce le prede con il suo sguardo. Velocissimo e feroce.

Ciupipiltin Tra gli aztechi così si chiamavano le donne morte di parto e che riapparivano dopo la morte, con la carnagione bianchissima, per succhiare il sangue dei bambini.

Dachnavar Creatura delle leggende armene, vive in una grotta nei pressi del lago Erivan e si nutre del sangue degli sfortunati viandanti notturni.

Dearg-due Spiriti malvagi dell’Irlanda. Come i vampiri, sono dei non-morti e si nutrono succhiando il sangue ai vivi. L’unico modo per poterli rendere inoffensivi consiste nel collocare un cumulo di pietre sulla tomba in cui si sospetta dimori una di queste terribili creature.

Denac Curioso vampiro della Jugoslavia che diventa tale per alcune regole violate in vita, come l’aver lavorato la domenica, aver fumato nei giorni sacri oppure aver avuto rapporti sessuali con la propria nonna. Voce correlata, oltre al vampiro, è l’Orko.

Dhampiro nelle leggende degli zingari è un uomo nato da donna umana e padre vampiro. Egli, grazie a questa sua discendenza, possiede il potere di combattere ed uccidere tutti i vampiri. Intorno agli anni Sessanta del Novecento esisteva in Serbia un Dhampiro, Murat di Vrbica, studiato dal Folklorista e vampirologo Vukanovic, che scovava e uccideva i vampiri con un normale fucile: il suo compenso era di mille dinari e dieci capretti.

Drakul in Modavia sono le persone morte al di fuori della Chiesa, scomunicate.

Draugar Nella mitologia nordica si racconta che alcuni potenti maghi erano capaci di resuscitare i morti e farli diventare dragunar, ossia combattenti straordinari ed immortali.

Farkaskoldus Vampiro ungherese che, quando attacca, si trasforma in lupo.

Ghoul Vampiro originario dell’Arabia. Il nome è la trascrizione letterale del verso attribuito ad una specie di demoni del deserto. Detto verso assomiglierebbe allo sfregamento di due elitre o di due mandibole. Il Ghoul non è un vampiro vero e proprio, ma un divoratore di cadaveri. In Europa abbiamo Ghul (la Gula in italiano), specie di femmina vampiro che attrae i viandanti con l’offerta del proprio corpo per poi vampirizzarli.

Ghul una delle cinque classi di Jinn (o Djinn) della mitologia Araba, figli di Ibis. Possono cambiare forma a piacimento, anche se i loro piedi lasciano sempre impronte di zoccolo d’asino. Spesso assumono le sembianze di una donna seducente per attirare i viaggiatori e divorarseli. L’unico modo di uccidere un Ghul è quello di colpirli con un sol colpo, in quanto colpirli due volte ridarà loro la vita.

Jak Anywong Mostro delle leggende della popolazione Dinka del Sudan; ha dimensioni stratosferiche, sarebbe lungo, infatti, quasi 5 Km e i suoi baffi misurerebbero ben mezzo chilometro. Dimore in acqua e, come un vampiro, si nutre del sangue delle sue vittime.

Jara Rakshasa di sesso femminile. Un giorno spinta dalla fame di carne umana trovò in una foresta i feti di due bambini nati a metà, li riunì in un unico essere, infuse in essi la vita e così nacque l’eroe Jarasandha.

Jaracas Vampiro brasiliano che si mostra sotto forma di serpente. Adora succhiare il seno delle donne che hanno appena avuto un bambino e, nel fare questo azzittisce il bambino mettendogli in bocca la sua coda.

Kathakano il vampiro Kathakano è molto simile all’originale ma può essere ucciso solo tagliandogli la testa e bollendola nell’aceto. Originario dell’isola di Ceylon. Versione maschile della Punyaiama dell’India, con caratteristiche che lo avvicinano allo Zombie.

Krvopijac vampiro originario della Bulgaria. Il Krvopijac diventa tale per aver commesso atti sacrileghi; il caso più frequente è l’orgia praticata durante il periodo di Quaresima. Per inchiodare definitivamente il Krvopijac nella tomba, bisogna mettere nella sua bara un ramo spinoso di rose selvatiche.

Kuzlak vampiro originario della Dalmazia. Il Kuzlak è un bambino staccato precocemente dal seno della madre; dal latte al bisogno di sangue il passo è breve. Come i Poltergeist (bambini dotati di fenomeni paranormali, i Kuzlak rompono piatti e pentole, spostano sedie, ecc. Per uccidere il Kuzlak bisogna trapassargli il cuore con un ramo appuntito di biancospino; i monaci francescani sono i più adatti esecutori del rituale.

Kyketsuki vampiri delle leggende giapponesi. La sua particolarità consiste nel fatto che può essere indotto a nutrirsi di miele e non di sangue.

Lamassu nella mitologia assira guardiani alati dei templi o dei palazzi, raffigurati come leoni o tori con testa umana. In particolare si conosce una Lamassu (o Lamatsu), figlia del dio Anu, antropofaga, si ciba delle carni degli uomini e ne beve anche il sangue, con una certa preferenza per i bambini. In un antico testo viene descritta in questo modo: ”La sua faccia è quella di una dea-leonessa, con il viso pallido; ha orecchie d’asino; i suoi seni sono nudi, i capelli arruffati le mani sudice, con dita lunghe e lunghe unghie affilate; ha i piedi come quelli di Zu; il suo veleno è come quello del serpente e dello scorpione.

Langsuir in Indonesia così sono chiamate le donne morte di parto. Vestite di verde, con un unghie lunghissime e capelli neri che arrivano loro alla caviglie, succhiano il sangue ai bambini tramite una fessura che hanno alla base del collo; per renderle innocue è necessario tagliare loro le unghie e inserire i capelli nella fessura sul collo.

Liuvgat Vampiro albanese che ha l’aspetto di un turco con i tacchi altissimi. Questa creatura costituisce una chiara metafora politica. I Turchi infatti sono stati a lungo gli oppressori del popolo albanese. A differenza degli altri vampiri, non succhia il sangue dalle sue vittime, ma ne divora le carni dopo averle stritolate.

Lobishomen creatura del folclore brasiliano; si nutre del sangue delle donne, prendendone piccole quantità alla volta. Una donna morsa da un Lobishomen inizia a mostrare tendenze ninfomania che. Ha denti neri e il viso di un giallo epatico. L’unico modo per ucciderlo consiste nel crocifiggerlo ad un albero con dei pugnali.

Ludac Vampiro delle leggende lapponi; assume la forma di un insetto e succhia il sangue degli uomini.

Mara vampiro del folklore slavo. È il fantasma di una ragazza non battezzata; quando beve sangue di un uomo, si innamora di lui e tormenta i suoi sogni fino alla fine dei suoi giorni. Può assumere diverse forme.

Moribondo Vampiro originario della Bretagna e delle coste della Cornovaglia. Il Moribondo diventa tale, se stato morso da un Licantropo. Come un lupo, il Moribondo sfogherà la sua sete di sangue prevalentemente sul bestiame.

Nachzeher Vampiro originario della Baviera. In Nachzeher è generalmente un annegato, oppure un bambino nato con tutto il sacco amniotico, o addirittura strangolato dal cordone ombelicale. Come gli zombie, mancia il suo sudario e anche tutte le parti carnose del suo corpo. Compiendo questi atti, produce un grufolo caratteristico, facilmente riconoscibile anche a distanza. Il suo corpo rosicchiato è un veicolo di peste, che agisce per tutti i dintorni del cimitero. Più che un vampiro vero e proprio, presenta tutte le caratteristiche degli Zombie. Per impedirgli di nuocere, bisogna bloccargli le mascelle introducendo sassi o monete nella sua bocca. Per eliminarlo del tutto, bisogna tagliargli la testa con la scure del boia.

Neuntoter Vampiro tedesco considerato portatore di pestilenze ed epidemie.

Nosferat nel folklore rumeno sono i figli illegittimi nati morti da genitori anch’essi illegittimi. Possono trasformarsi in qualsiasi tipo di animale, hanno un particolare odio nei confronti dei novelli sposi e sfoga la sua rabbia rendendo impotenti gli uomini e sterili le donne. Inoltre può ingravidare le donne per assicurarsi un erede, il quale sarà anch’egli un Nosferat.

Obour Vampiro originario della Bulgaria, analogo al connazionale chiamato Krvopijac.

Ogoljen Vampiro originario della Boemia. Analogo come aspetto e usi al Drakul. Per eliminare l’Ogoljen, bisogna infilare un pezzo di terra del sepolcro del vampiro nel suo ombelico, o seppellirlo ad un bivio. La terra del suo sepolcro ha effetto protettivo per le vittime, sempre se messa in contatto con l’ombelico.

Oluf Arppe Nel suo Dictionnaire Infernal, Collin de Plancy riferisce la seguente leggenda: ”Thomas Bartholin, danese che scriveva nel secolo decimo-settimo, narra, sulla testimonianza di un’antica Maga nominata Landela, la cui opera non venne mai pubblicata, un fatto che deve appartenere al secolo decimo-terzo o decimo-quarto. Un uomo del Nord che si chiama Oluf Arppe, trovandosi in punto di morte, ordinò a sua moglie di farlo seppellire ritto in piedi davanti alla porta della sua cucina, onde non perdere interamente l’odore delle pietanze che gli erano care, e potesse vedere a tutto suo agio ciò che succedeva nella sua casa. La vedova eseguì fedelmente il volere del marito. Alcune settimane dopo la morte di Arppe, la sua anima si vide spesso apparire sotto forma di un orrido fantasma che uccideva gli uomini al lavoro, molestava a tal punto i vicini, che nessuno più ardiva abitare al villaggio. Un contadino, per nome Olao Pa, fu abbastanza coraggioso da assalire il Vampiro e, dopo averlo ferito con un colpo di lancia, gli lasciò il ferro nella piaga. Lo spettro disparve, e il giorno dopo Olao fece aprire la tomba del morto. Di fatto, la sua lancia la si trovò immersa nel cadavere di Arppe nel luogo stesso in cui Olao aveva colpito il Vampiro. Il cadavere non era corrotto; lo si trasse dal sepolcro, lo si bruciò e si gettarono le sue ceneri in mare, liberando così il paese dalle sue funeste apparizioni. Il corpo di Arppe, osserva Calmet che riferisce il fatto, era dunque realmente uscito dal sepolcro allorché appariva. E il suo corpo doveva essere palpabile e vulnerabile, poiché si era rinvenuta la lancia nella ferita. Come dunque uscì dalla tomba, e come poté rientrarvi? Qui sta il difficile: perché non ci si deve meravigliare che si sia trovata la lancia e la ferita sul suo corpo: infatti è noto che quegli stregoni che si cambiano in cani, in versi pelle, in gatti e simili, portano nei loro corpi umani le ferite che ricevettero, nelle stesse parti del corpo da loro rivestito in cui si fanno vedere.

Orko vampiro iugoslavo che si differenzia da tutti gli altri per il fatto che non diventando Orko le persone morte suicide, non battezzate o contagiate da altri vampiri, come accade di solito, ma semplicemente coloro che desiderano diventare non-morti per vendicarsi di torti subiti durante la vita.

Owenga vampiri originari dell’Africa Nera. Come i più diffusi Asbandosam, questi vampiri africani quasi sempre sono la reincarnazione di vecchi stregoni malvagi, gli ”uomini della medicina”. Terrorizzavano i villaggi a notte fonda, con urla e lamenti.

Pelesit In Malesia così si chiama un demonio volante dalla coda a forma di succhiello che scava nel corpo della vittima un buco attraverso il quale si insinua il suo compare, il Polong, un vampiro artificiale che porta alla pazzia la persona in cui è entrato.

Pennanggalan In Malesia sono mostruose teste volanti da cui pendono gli intestini. Escono fuori di notte, alla ricerca di bambini e donne incinte da divorare.

Pijavica Vampiro sloveno. È lo spirito di una persona che durante la sua vita mortale ha perpetrato gravi molestie, in particolar modo l’incesto. Questa creatura generalmente si nutre dei suoi parenti e discendenti.

Polong in Malesia sono dei vampiri artificiali, minuscoli quanto la punta del mignolo, creati dagli stregoni. Per creare un Polong questi riempiono un’ampolla con il sangue di un assassino e recitano delle formule magiche. In pochi giorni un cinguettio annuncia la nascita dell’omino che bisogna nutrire con poche gocce del proprio sangue per renderlo fedele. I Polong entrano nel corpo delle proprie vittime e le portano alla pazzia; operano in associazione con un Pelesit che pratica nel corpo il buco attraverso il quale s’insinua il Plong.

Punyaiama vampiro originario dell’India. Ha l’aspetto di una vecchia orrenda, ma di giorno è indistinguibile. La notte se ne va per i tetti, srotolando una fune magica nei camini, s’insinua nelle case per succhiare il sangue ai suoi abitanti. Il suo avversario maschio è il Baital, un demone vampiro che si impossessa dei corpi morti tramutandoli in pipistrelli.

Rakshasa vampiri indiani che hanno l’aspetto di enormi giganti di pietra, con la facoltà di volare. Sono di colore giallo hanno come occhi delle fessure luminose e artigli velenosi. Comandati da Ravana, il rapitore di Sita, sposa di Rama. Sembra siano stati generati dal piede di Brahma, che li creò per proteggere le acque primeve. Esistono, infatti, anche dei Rakshasa benevoli, che sono perlopiù spiriti della natura: gli Yaksha.

Schoumnus Malvage creature femminili della Russia, hanno un aspetto orribile con una grande bocca da cui fanno bella mostra quattro possenti zanne di cinghiale con le quali divorano la carne delle loro vittime umane e ne succhiano il sangue. Hanno la facoltà di apparire illusoriamente come soavi fanciulle per attirare le prede.

Strigoi vampiri rumeni che hanno la coda e le zampe caprine e che possiedono due cuori. Molti sono i motivi e le modalità per cui si può rischiare di diventare Strigoi, come essere il settimo figlio o suicidarsi.
Strigoi Mort vampiro del folklore rumeno, è ciò che diviene uno Strigoi Vi quando muore.
Strigoi Vi gli Strigoi Vi, a differenza dei Vampiri delle credenze degli altri popoli, sono esseri viventi, possedendo due cuori.

Trota In alcune zone di Trento sono creature simili ai vampiri. Nottetempo s’infilano furtivamente nelle case per succhiare il delizioso (per loro) sangue dei bambini e delle novelle spose.

Ubour Vampiro bulgaro che si forma quando una persona muore violentemente oppure quando lo spirito si rifiuta di lasciare il corpo. Gli Ubour rimangono sepolti quaranta giorni prima di risorgere ed andare in cerca di vittime.

Upier è una sorta di vampiro ”alla rovescia” delle leggende polacche. L’Upier, infatti, si sveglia a mezzogiorno e torna a dormire a mezzanotte. Ha una lingua uncinata con la quale riesce a succhiare enormi quantità di sangue alle sue vittime. Sono destinati a diventare Upier, dopo la morte, tutte le persone nate già con i denti.

Upir vampiro del folclore russo, molto simile all’Upier; va a caccia di giorno e dorme di notte. È una creatura davvero malvagia, attacca per prima i bambini e poi continua a nutrirsi dei genitori. Di solito diventa Upir, anche se la cosa non è automatica, una persona morta di morte violenta. L’unica cosa che può ucciderli è l’acqua.

Varacolaci Spiriti delle leggende romene; si ritiene che posseggano la capacità eclissi di sole e luna. Appaiono di solito sotto forma umana ma è possibile riconoscerli dal colore eccessivamente pallido e dalla pelle secca. A volte si presentano anche con l’aspetto di un semplice cane. Un Varacolaci nasce in due maniere distinte: dall’anima di un neonato morto senza battesimo, oppure da quella di una persona nata in seguito all’unione incestuosa tra fratello e sorella.

Vetala In India sono creature molto simili ai vampiri che animano i cadaveri dei cimiteri e stanno appesi all’ingiù ai rami degli alberi (come i pipistrelli).

Vlkodlak Vampiro originario della Serbia. IL Vlkodlak ha il volto estremamente arrossato dal sangue, e tutta la pelle del suo corpo è di un colore rosso acceso per effetto del sangue; a parte queste particolarità, il suo aspetto è quello di un giovane tra i venti e i trent’anni, ben prestante. Ogni sette anni ha un breve periodo di ritorno alla ragione; dopo questo periodo riprende la sua attività, cambiando però zona. Per diventare Vlkodlak, bisogna essere assassini, bestemmiatori, spergiuri, oppure semplicemente bisogna aver avuto ripetuti rapproti sessuali con la propria madrina. Più rari sono i casi di Vlkodlak diventati tali in seguito al morso di un Lupo Mannaro, oppure per aver mangiato carne infetta dal contatto con il Licantropo. Al Vlkodlak vengono attribuiti numerosi fenomeni naturali, tra cui persino le eclissi. Per bloccare questo tipo di vampiro nella tomba bisogna tagliargli i piedi e piantargli un chiodo in testa. Per eliminarlo definitivamente bisogna piantargli il solito ramo appuntito di biancospino nell’ombelico, coprendo in seguito tutta la pelosità del corpo con della stoppa. Come operazione finale, dare fuoco alle stoppaglie utilizzando le candele servite alla veglia funebre del cadavere stesso.

Vlokoslak sono vampiri serbi, di solito appaiono come persone vestite di bianco, attivi giorno e notte e possono assumere la forma di un cavallo o di una pecora. Mangiano le loro vittime e bevono il loro sangue. Possono essere uccisi tagliando via i loro alluci o infilando un chiodo attraverso il loro collo.

Vrukolak vampiro originario della Morlacchia. Analogo per molti versi ai suoi confratelli dal nome similare, più sopra trattati.

Vrykolakas vampiri della Grecia. Sono come i Drakul della Moldavia, persone morte scomunicate. Dopo il decesso i loro corpi non si decompongono, la loro pelle si tende come quella di un tamburo. Dalle tombe i Vrykolakas lanciano urla lancinanti r grida orribili, come fossero stati sepolti vivi. Escono dalla tomba non solo di notte, ma anche a mezzogiorno. Di notte le loro tombe sono riconoscibili per un leggero bagliore. All’inizio del XVIII secolo uno scienziato francese, il botanico Pitton de Tournefort, ebbe modo di osservare personalmente l’autopsia di un Vrykolakas nell’isola greca di Mykonos. Questo il resoconto che fece:
Assiteremo a una scena piuttosto diversa e alquanto tragica sulla stessa isola, occasionata da uno di quei corpi che si crede ritornino dopo la sepoltura. Quello di cui mi accingo a raccontare era un contadino di Mykonos, astioso e attaccabrighe di natura – circostanza che va tenuta presente in questi casi. Era stato ucciso nei campi, nessuno sa come o da chi. Due giorni dopo che fu sepolto in una cappella in città, si mormorava che era stato visto camminare a grandi passi nella notte; che entrava nelle case e rovesciava i mobili, spegneva le lampade e abbrancava le persone da dietro e metteva in atto mille trucchi furfanteschi. Dapprima la gente si limitava a ridere, ma la faccenda divenne seria quando le persone più rispettabili cominciarono a lamentarsene. Perfino i pope riconobbero il fatto, senza ombra di dubbio con qualche ragione. La gente non mancò di far dire delle messe, ma il contadino continuava le due scappatelle senza dar segno di cambiar costume. Dopo un certo numero di riunioni dei notabili cittadini con i preti e i monaci, questi conclusero che sarebbe stato necessario – non so secondo quale antica cerimonia – aspettare nove giorni dopo la sepoltura. Il decimo giorno dissero una messa nella cappella dove giaceva il corpo, allo scopo di scacciare il demone che credevano si nascondesse in esso. Il corpo fu disseppellito dopo la messa, ed essi si accinsero al compito di strappargli il cuore. Il cuore fu strappato ed offerto all’ammirazione degli astanti. La loro immaginazione , colpita dallo spettacolo, si riempì di visioni. La gente nella cappella e nella piazza dinnanzi cominciò a urlare all’unisono ”Vrykolakas!”, il nome che essi danno a questi supposti Revenant. La voce si sparse per le strade come un tuono, e il nome sembrò scuotere la volta della cappella. Numerosi presenti dichiararono che il sangue di questo sventurato era molto rosso e il macellaio giurò che il corpo era ancora caldo, per la qual cosa essi conclusero che il defunto aveva il grande difetto di non essere proprio del tutto morto, o, per essere più precisi, di esser stato rianimato dal demonio, poiché proprio questa è ‘idea che essi hanno di un Vrykolaka. I cittadini più zelanti riguardo al bene pubblico credevano che la parte più importante della cerimonia fosse stata inadeguata. Non si doveva dir messa, secondo loro, fino a quando il cuore fosse stato strappato. Essi affermavano che, con questa precauzione, il Diavolo non poteva mancare di esser sorpreso e che senza dubbio non sarebbe tornato. Mentre, avendo iniziato con la messa, dicevano, aveva avuto tutto il tempo di fuggire per poi ritornare in seguito a suo comodo. Si riunivano giorno e notte, dibattevano e organizzavano processioni di tre giorni e tre notti. Essi costringevano i pope a darsi da fare e li si vedevano correre fra le case, con l’aspersorio in mano, spruzzando acqua santa e lavando con essa le porte. E con essa riempirono perfino la bocca di questo povero Vrykolakas.”.

Vrykolatios Spiriti malvagi dell’isola di Santorini (Grecia); si nutrono di esseri umani.

Vukodlak vampiro originario del Montenegro. Affine per molti aspetti al Licantropo, si trasforma in Lupo Mannaro durante la luna piena. La sua tomba è riconoscibile dal fatto che nessun animale vi si avvicina, e nessuno uccello gli vola sopra. Metodi specifici per eliminarlo non ce ne sono, efficaci dovrebbero essere quelli descritti per l’eliminazione del Vlkodlak.

Vurdalak vampiro originario della Moldavia, presente anche nella Bosnia e nella Turchia europea. Il Vurdalak è un vampiro che si distingue per la particolarità di succhiare di preferenza il sangue dei propri parenti e delle persone a lui più care da vivo. Le vittime del Vurdalak contraggono a loro volta questa particolare forma di morbo, che si espande così a macchia d’olio sempre in ambiti familiari. Per eliminare il Vurdalak bisogna tagliargli la testa e bruciarla, ma anche il classico metodo del paletto può rivelarsi sempre efficace.

Warayingimuuwa Nano della mitologia australiana che visse nel periodo mitico noto con il nome di ”tempo del sogno”. Nonostante la sua piccola statura aveva una forza sbalorditiva. Era continuamente eccitato e alla ricerca di donne da violentare. Una volta due sorelle capitarono nelle vicinanze della sua dimora e furono assalite dal nano che nel tentativo di possederle provocò loro numerose ferite con il suo grosso pene. Tornate al loro villaggio, le due fanciulle riferirono l’accaduto e, dopo poco, gli abitanti partirono alla ricerca del mostro per prenderli la loro vendetta. Warayingimuuwa fu allora seppellito vivo; dal terreno spuntava solo il suo membro, la cui forma fu presa poi come modello per la fabbricazione di alcuni strumenti musicali rituali.

Zmeu creatura del folklore moldavo, prende forma di una fiamma ed entra nella stanza di una fanciulla o di una vedova. Una volta dentro, invece, assume la sembianza di un bellissimo giovane che prima seduce e poi si ciba della malcapitata.

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