In viaggio con le fate

Nel 1678 il dottor Moore e due colleghi, Richard Uniack e Laughlin Moore, pernottarono in una locanda a Dromgreagh, nella contea irlandese di Wicklow. Moore aveva appena acquistato una proprietà nelle vicinanze, in una zona in cui era stato da giovane, ma da cui mancava da trent’anni. Parlando della sua giovinezza, disse di essere stato portato via speso dalle Fate, ma i suoi colleghi si fecero beffe di lui; mentre però discutevano il dottor Moore balzò in piedi, dicendo che qualcuno lo chiamava. Poi una forza invisibile lo trascinò fuori, nonostante gli sforzi dei colleghi per trattenerlo. I due raccontarono al locandiere l’accaduto e questi consigliò di mandare a chiamare la maga del paese. La donna spiegò che il dottore era con le Fate, in un bosco. Disse anche che non doveva né mangiare né bere, altrimenti sarebbe rimesto per sempre loro prigioniero, quindi mosse una mano come per afferrare qualcosa e recitò una formula. Infine disse che il medico sarebbe stato portato a Danes Fort per una festa da ballo e poi in altri luoghi di divertimento, fino all’alba, quando avrebbe fatto ritorno. Alle sei del mattino successivo, Moore bussò alla porta della locanda. Appena entrato chiese da mangiare e da bere. Poi raccontò che una ventina di uomini, a piedi o a cavallo, erano entrati nella locanda e lo avevano portato in un bosco dove c’era un cavallo per lui. Gli avevano dato un bicchiere di vino e del pane, che però gli furono fatti cadere di mano quando tentò di portarli alla bocca. La comitiva si trasferì poi velocemente a Danes Fort, dove tutti – una folla di forse trecento persone tra uomini e donne – ballarono allegramente. Poi andarono in altri luoghi fino a quando, all’alba, lui si ritrovò alla locanda. I tre compagni si recarono quindi a Danes Fort, dove trovarono l’erba tutta calpestata, come se vi fosse passata sopra una gran folla.

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