Vlad Tepes, Dracula l’Impalatore

Nel 1458 Pio II (Enea Silvio Piccolomini) lanciò l’idea di una crociata per liberare i possedimenti turchi nei balcani ed unificare i territori cristiani ancora indipendenti nonostante la caduta di Costantinopoli.
Quasi tutte le potenze cristiane si dichiararono favorevoli, ma nessuna agì; solo Vlad vojvoda di Valacchia attraversò il Danubio per combattere e terrorizzare i Turchi.
Vlad Tepes III, nasce nel 1431, il padre Vlad Tepes II probabilmente mandò i figli come paggi alla corte di Costantinopoli, per istruirli nelle arti della politica e della guerra. Ma, col procedere, dell’avanzata turca fu costretto a concedere i figli come ostaggi al Sultano in cambio della pace per la Valacchia.
Alla corte turca, Vlad imparò a conoscere bene i suoi futuri avversari e a dimostrare tutto il suo coraggio e la sua crudeltà. Per questi motivi fu scelto nel 1448 (dopo l’assassinio del padre e del fratello Mircea) dal Sultano come pretendente ufficiale al trono di Valacchia, ma regnò solo 2 mesi.
Dopodichè si rifugio alla corte di Giovanni Hunyadi, reggente d’Ungheria ed eminente crociato: da Hunyadi imparò le tattiche per combattere i turchi. Nel 1456 tornò sul pericolante trono di Valacchia.
I sei anni dal 1456 al 1462 creeranno il mito di Vlad, meglio conosciuto come Dracula (che in ligua rumena significa Diavolo). Dracula per prima cosa si sbarazzò dei potenti boiari che rendevano debole il potere del principe: chi non si arrendeva al potere del principe veniva crudelmente torturato e poi giustiziato.
Poi combattè le comunità tedesche che vivevano fra Valacchia e Transilvania e che monopolizzavano il commercio estero dei suoi stati.
Durante questa vera e propria guerra civile, Dracula mostrò il lato più crudele del suo carattere: fece impalare un numero impressionante di nemici, di uomini donne e bambini. Il suo carattere mostrò una certa vena di pazzia: banchettava in mezzo ai pali su cui aveva ucciso le sue vittime e bagnava il pane che mangiava nel loro sangue.
Nel 1461 Dracula sfidò il sultano: attraversò il Danubio e e seminò il terrore nel Bulgaria turca. Bruciò le fortezze che non riusciva a conquistare ed impalò un numero impressionante di nemici.
Il Sultano radunò un esercito di 200.000 uomini per sconfiggerlo (più uomini di quanti erano stati radunati per la presa di Costantinopoli), ma fallì.
Dracula usò la tattica della terra bruciata: distrusse ogni villaggio e città, brucio i campi e il bestiame; avvelenò i pozzi. I turchi avanzavano in un paesaggio da incubo, in cui la cavalleria valacca, comandata da Dracula stesso, assaltava i nemici isolati e li trucidava. L’unico segno che Dracula lasciava erano le foreste di pali su cui marcivano i cadaveri delle vittime di Dracula.
In poco tempo Dracula divenne l’eroe della cristianità e il terrore dei Turchi. Il sultano si rifiutò di proseguire la campagna contro un tale nemico, si dichiarò sconfitto e si ritirò a Costantinopoli. Dracula fu l’ultimo comandante cristiano a sconfiggere i Turchi in battaglia fino al primo assedio di Vienna.
I Turchi, però, fomentarono la guerra civile assegnando il trono Valacco a Radu il Bello, fratello di Dracula ed amante del Sultano; anche Mattia Corvino, re d’Ungheria, tradì Dracula e lo tenne prigioniero alla sua corte.
Dracula rimase alla corte ungherese fino al 1476, fino a quando fu autorizzato a tornare in Valacchia, dove riprese il potere sterminando i suoi traditori, ma cadde in un’imboscata e morì nel 1476.
La sua ferocia leggendaria e la sua abilità di comandante fecero si che non venne dimenticato. Nel 1897 un romanziere irlandese, Bram Stoker, scelse questo personaggio storico come protagonista di un romanzo di vampiri: chi meglio di Vlad Tepes, detto l’Impalatore o Dracula, che beveva il sangue delle sue vittime, poteva rappresentare il topos del vampiro?

Precedente Elisabeth Bathory, la Contessa sanguinaria Successivo Imbolc, il ritorno della luce