[Al Ciacaròn dla Stasiòn] La pentola d’oro

Quando ognuno di noi cerca la propria pentola d’Oro

(Articolo scritto per: “Al Ciacaròn dla Stasiòn” n° 22, scaricabile QUI)

Quando una favola ha inizio, il suo protagonista s’incammina per un viaggio che apparentemente non ha meta. Lungo la sua strada poi incontra sempre qualcosa o qualcuno che gli indica una direzione. Talvolta questo qualcuno gli propone di salvare un paese, una principessa o solamente dove trovare un tesoro. Le pentole dell’oro, le famose pignatte nascoste alla fine degli arcobaleni, sono così diffuse nei racconti e nelle favole, che le si trovano disseminate in ogni cultura. In Irlanda in fondo all’arcobaleno si troverebbe un folletto, il Leprecano, che custodisce una pentola d’oro. In Italia vi è un’intera schiera di folletti che dal Nord al Sud sono disposti a barattare il loro berretto con il tesoro che custodiscono. Nella mitologia nordica a proteggere un immenso tesoro è Fafnir, un gigante che poteva assumere la forma di un rettile alato con ali di pipistrello, con testa di cane, zampe di leone, e bocca con una o più lingue che viene comunemente chiamato drago. Lo stesso in Cina, anche qui i draghi custodivano tesori, sebbene i draghi cinesi siano rappresentati diversamente, con un lungo corpo serpeggiante, privo di ali e con quattro zampe artigliate. Ebbene anche in Italia esistono molti racconti che riguardano i tesori e i loro guardiani. Da Nord a Sud le leggende si susseguono. Dal Mazzamareddu della Sicilia, a cui bisogna rubare il cappello, alla Dama del lago di Arona, che vi porrà il suo indovinello prima di darvi il suo tesoro.
Da che mondo e mondo, in sostanza, tutti quanti abbiamo sempre cercato il nostro tesoro. Che fossero monete o che fosse una splendida fanciulla, le favole riflettono i nostri desideri in modo limpido e concreto. Ognuno di noi cerca qualcosa, ognuno di noi è disposto a fare qualcosa che altri non sono disposti a fare, ognuno di noi otterrà in base ai propri sforzi quello di cui ha bisogno o che desidera. Raccogliamo solo ciò che seminiamo e curiamo, diceva la mia cara nonna, ed allo stesso modo nelle favole solo chi è ben disposto a mettersi in gioco per trovare il suo tesoro alla fine godrà dei frutti del suo lavoro.

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