[FIABA] Le tre risate del Leprecano

di Sean O’Sullivan, Folktales of Ireland, Londra, 1966)

Moltissimi anni or sono un contadino irlandese riuscì a catturare un Leprecano che cercava di nascondersi sotto ad un fungo.
«Ora che ti ho preso prigioniero, ti terrò con me fino a quando non mi dirai dove nascondi il tuo oro!» gli disse il villano.
A nulla valsero le suppliche del piccolo Leprecano che giurava di non possedere tesori. Il fattore per tutta risposta lo chiuse in un baule, deciso a farlo parlare. Passò del tempo, il Leprecano non emetteva più alcun suono, tanto che il suo carceriere credette di averlo ucciso.
Un giorno l’agricoltore vendette della legna ricavata da alcuni alberi che un violento temporale aveva abbattuto ai limiti del bosco.
Quella sera stessa il Leprecano, da dentro il baule rise sguaiatamente.
La creatura era rimasta segregata per ben sette anni nel baule e, sollecitato più volte a rivelare il luogo dove era nascosto il suo tesoro in cambio dell’agognata libertà, sempre si era rifiutato di accondiscendere ai desideri del contadino.
Così all’ennesima richiesta negata, rimase nel baule altri sette lunghi anni.
Un giorno un povero mendicante bussò alla porta della fattoria chiedendo ospitalità e un poco di cibo, ma venne scacciato in malo modo.
Anche quella volta il Leprecano rise nuovamente a lungo.
Trascorsero altri sette anni da quel fatto. Un bel giorno il villano volle recarsi alla fiera del paese e andò nel giardino per prendere una piccola parte dei suoi risparmi, che aveva occultato sotto un buon metro di terra. Quando ritornò a casa la sera, dopo una giornata di bagordi, sentì ancora la maliziosa risata del Leprecano salire da quel baule.
«Adesso basta!» esclamò «Ti sei messo a ridere per tre volte in questi ventun anni e adesso voglio sapere il perché!»
Il Leprecano spiegò allora che lui si era messo a ridere la prima volta perché negli alberi abbattuti dal temporale vi erano nascosti alcuni suoi piccoli tesori. La seconda volta perché il mendicante scacciato in malo modo dalla fattoria  nel correre si era rotto una gamba e aveva giurato vendetta nei confronti del contadino, e infine la terza volta perché un ladro aveva osservato l’agricoltore che scavava in giardino e prelevava una parte dei suoi risparmi e, durante la sua assenza, aveva rubato tutto il resto.
L’uomo a questo punto si precipitò in giardino e vide effettivamente che tutti i suoi sudati risparmi se ne erano andati. A questo punto, mentre il Leprecano guadagnava la sospirata libertà dopo lunghi anni di ingiusta prigionia, il contadino, sconvolto per il furto e per le beffe, divenne pazzo nel volgere di un mese.

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