Il Leprecano e i suoi tesori

LeprecanoAbbiamo già parlato, in passato, di creature che possiedono e proteggono i loro tesori; oggi vorrei spendere due parole in più su una in particolare: il Leprechaun (italianizzato in Leprecano), simbolo dell’Isola di Smeraldo, accanto al fortunato Quadrifoglio.
Quello che noi conosciamo oggi “è un ometto allegro, tutto vestito di verde, anche il cappello (rigorosamente un tricorno), con un grembiule di pelle e scarpe con le fibbie”, ma questa descrizione è solo l’ultima delle molte che circondano questa creatura e proviene dal testo “Ancient Legends of Ireland“, scritto da  Lady Wilde, che consta di un intero capitolo dedicato al Leprecano.
Se invece camminiamo a ritroso nel passato, ecco che le rappresentazioni di questa creatura appartenente al Piccolo Popolo, diventano numerose e diverse, tanto da generare persino confusione.
Secondo Douglas Hyde (primo Presidente della Repubblica d’Irlanda, nel 1938) il nome Leprechaun viene dall’irlandese leith bhrogan, cioè “ciabattino di una sola scarpa”, perché nelle leggende lo si è sempre visto lavorare ad una sola scarpa. Il leith bhrogan o leith phrogan, che in certe parti viene pronunciato Luchtyman – come riporta O’Kearney nel suo libro “Feis Tigh Chonain” – viene spesso associato ad altre creature come il Cluricaune (o Clobhair-Ceann, sempre secondo O’Kearney) o al Fír Darrig (o Uomo rosso).
LeprecanoMolti autori e appassionati di folklore (tra cui W.B.  Yeats), infatti, sostengono che si tratti di un solo spirito sotto sembianze e atteggiamenti differenti.
La descrizione che ne da McAnally, per esempio, è quella di un folletto malvagio, che indossa un mantello rosso con sette bottoni per fila; nell’Ulster indossa un tricorno su cui alle volte ruota restandovi in equilibrio. Nel Donegal e sulla Costa occidentale, racconta invece Yeats, se ne va in giro con un lungo soprabito di panno.
Si racconta del Cluricano di Cork, dedito all’alcool nelle cantine, del Luricano di Kerry e del Lurigadaune di Tipperary, del Leprecano di Leinster e dell’uomo di Loghery dell’Ulster; tutti questi termini sono provincialismi del termine “Luacharma’n”, il termine irlandese che indica i pigmei.
C’è poi il Lurikeen di Kildare, che indossa un cappello a due punte, anche lui associato ai Leprecauni.
Insomma è difficile trovare due scrittori irlandesi che concordino sul fatto che si tratti dello stesso tipo di folletto.
LeprechaunSe scaviamo ancora più a fondo e andiamo ancora più indietro, poi, troviamo un ultimo riferimento ai Leprechaun nel “Libro della vacca bruna“, una raccolta di antiche leggende stilata nei Secoli Bui, dove i Leprechauns sono associati a un culto caprino precedente al popolo di Dana.
Quali che siano le vere origini sono molte le cose in cui queste tre creature fatate, se tre sono, si assomigliano. Sono grinzosi, vecchi e solitari. Vestono nel modo più dimesso e sono esseri più che mai sudici, trascurati, beffardi, allegri, ma ingannevoli.
Difatti hanno fama di essere furbi e maliziosi. Per esempio, una volta, un Leprechaun indicò a un contadino, in un campo di erba di San Giacomo, l?unica pianta sotto cui c’era dell’oro nascosto.
Non avendo con sé una pala, il contadino legò un fazzoletto rosso alla pianta e andò a casa a prendere l’attrezzo che gli serviva. Al ritorno tutte le piante di San Giacomo sfoggiavano un fazzoletto rosso.

«Può capitare, durante una passeggiata nei boschi, di ritrovarsi negli anfratti più umidi e riposti dove i rami delle piante sono letteralmente ricoperti da festoni di muschi e licheni che danno al paesaggio un’atmosfera irreale. Proprio in quel punto, dove il ricco sottobosco ospita i fiori bianchi dell’eufrasia e le corolle viola delle genziane, e dove le tante  specie diverse dei funghi fanno capolino tra le fragoline e i succosi lamponi, può capitare di udire un leggero ticchettio, un battito simile al rumore che fa il picchio sulla corteccia degli alberi: toc! Toc! Toc! Toc! Toc!
Niente paura: è il Leprechaun intento al proprio lavoro di ciabattino…» (Cit D. Spada)

Il Leprechaun fa continuamente scarpe, una alla volta, mai un paio, in cui si dice nasconda il suo oro, che così accumula e accumula, fino ad avere ricchezze immense, da riempirne grosse marmitte, nascoste chissà dove. Beh di sicuro non nel Connaught e nel Nord dell’Irlanda, li a quanto pare questo tipo di creatura scompare completamente dal folklore locale.

Seppur sia una creatura solitaria, le leggende non escludono che queste creature possano vivere anche in piccole comunità. McAnally racconta di come una volta un contadino abbia visto una battaglia tra i folletti dalla giacca verde e quelli dalla giacca rossa. Quando quelli dalla giacca verde cominciarono a vincere, il contadino fu così contento di vedere i verdi battere i rossi che lanciò un forte grido. In un attimo tutti svanirono e lui fu gettato nel fosso.

Si dice che sia possibile chiedere al Leprecano dove nasconda la sua pentola d’oro solo se lo si vede per primi. Poiché è una creatura estremamente vigile, gli unici momenti in cui è possibile sorprenderlo è quando lavora ad una scarpa, o quando riposa. Tuttavia non distogliete lo sguardo da lui nemmeno per un attimo prima di aver posto la vostra domanda, altrimenti sparirà letteralmente in un batter di ciglia.
Un’altra leggenda spiega che, tuttavia, solo chi possiede sangue fatato nelle vene può tenere il tesoro di un Leprechaun, tutti gli altri si troveranno a stringere, l’alba successiva, un pugno di foglie morte.

Insomma, i Leprechaun sono creature antiche, che nella storia e nelle leggende si sono evolute e adattate per sopravvivere fino ad oggi, mantenendo pochi tratti intatti nel tempo. Spero tuttavia che ora il perché siano diventate il simbolo dell’Irlanda non sia più così un mistero.


Molte sono le storie che narrano di questa creatura, qui di seguito troverete una lista cliccabile dove potrete leggerne qualcuna.

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