La ballata di Tam Lin

(Ballata tratta da: “Ballate popolari Inglesi e Scozzesi” di F. James Child)

Vanna rimbocca la veste verde
Un po’ sopra il ginocchio,
Le chiare chiome raccoglie
Un po’ sopra la fronte;
Va al palazzo del padre
Piùveloce che può.

Ventiquattro belle dame
Giocano agli scacchi;
Ecco che viene la bella Vanna
Che fu il fiore fra loro,
Verde piùche smeraldo.

Appoggiato al muro del castello
Parlòun vecchio cavaliere grigio:
“Ahimè, bionda Vanna, per causa tua
Ricadràil biasimo su tutti!”.

“Sta’ zitto, cavaliere grinzoso,
Che tu muoia di morte tremenda!
Accetta come padre chi voglio,
Chénessuno di voi lo è di mio figlio.”

Parlòallora il vecchio padre amato
E parlòcon grande mitezza:
“Ahimè, per sempre, mia dolce Vanna,
Te ne andrai con tuo figlio.”

“Se con lui devo andarmene, padre,
Io sola ne porto il biasimo:
Non c’è signore nel tuo palazzo
Che possa dargli il nome.

Se il mio amato fosse terreno
E non un Elfo cavaliere,
Non cambierei il mio amore
Per nessuno dei tuoi signori.

Il corsiero che porta il mio amore
Cavalca piùleggero del vento:
Davanti è ferrato d’argento,
Dietro con oro ardente.”

Vanna rimbocca la veste verde
Un po’ sopra il ginocchio,
Le chiare chiome raccoglie
Un po’ sopra la fronte
E corre a Carterhaugh
Piùveloce che può.

Quando fu a Carterhaugh
Tam Lin era al pozzo;
Trovò lì il suo destriero
Ma il suo manto non c’era.

Aveva colto due rose,
Una sola rosa o due,
Che comparve Tam Lin
Dicendo di non coglierne più.

“Perché cogli le rose, Vanna,
Nei boschi d’alberi verdi,
Per uccidere il bimbo grazioso,
Forse, che è nato fra noi?”

“Dimmi, dolce Tam Lin,
Per amore di chi è morto in croce,
Sei mai stato in una cappella,
Hai mai visto i cristiani?”

“Mio nonno era di Roxbrugh
E vivevo con lui;
Ma giunse un giorno l’ora
In cui male mi colse:

Ora fredda e pungente.
Tornavamo da caccia
E caddi dal mio cavallo;
Mi prese la Regina degli Elfi
Perchéabitassi nella verde collina.

Bella è la terra delle Fate,
Ma storia lugubre a dirsi:
Quando scadono i sette anni
Si paga un tributo all’Inferno…
Son cosìbello e forte
Che non vorrei questa volta esser io.

Nella notte della vigilia,
Prima dell’alba d’Ognissanti,
Conquistami, conquistami,
Piangendo ti supplico di farlo:

Solo nelle tenebre di mezzanotte
Cavalcheràil popolo delle Fate
E se vuoi conquistare l’amore
Devi attendere alla croce.”

“Come riconoscerti, Tam Lin,
Come trovare il mio vero amore
In mezzo a tanti cavalieri
Fantastici e senza simili?”

“Lascia passare il cavallo nero,
Poi lascia passare il morello,
Corri al destriero biancolatte
E trascina in terra il cavaliere.

Sul destriero bianco sarò io,
Più vicino alla città;
Perché ero un cavaliere terreno
Mi daranno questa distinzione.

Nella destra avrò un guanto
E la sinistra sarà nuda,
La falda del cappello terrò alzata.
Questi sono i segni che ti do
E non temere non mancherò.

Mi muteranno nel tuo abbraccio
In una vipera velenosa,
Ma tienmi stretto, non temere,
Sono il padre di tuo figlio.
In orso feroce mi muteranno
E poi in enorme leone.
Ma tienmi stretto, non temere,
per amore di tuo figlio.

Mi muteranno nel tuo abbraccio
In una lancia di ferro arroventata;
Mi muteranno nel tuo abbraccio,
Infine, in brace ardente…
Buttami allora nell’acqua del pozzo,
buttami più veloce che puoi.

Diventerò un nudo cavaliere
E sarò il tuo amore fedele;
Coprimi con un manto verde
E nascondimi alla vista.”

Cupa, cupa è la notte
E lugubre il cammino:
La bella Vanna col manto verde
Va in cerca della croce.

Sul far di mezzanotte
Sente le redini tintinnare
E la rallegra il suono
Come fosse di metallo terreno.

Lascia passare il cavallo nero,
Lascia poi passare il morello,
Corre lesta verso il biancolatte
E trascina in terra il cavaliere.

Ricorda così bene ciò che ha detto,
Che conquista il giovane Tam Lin
E col suo manto verde lo ricopre
Allegra come uccello a primavera.

Parlò allora la Regina delle Fate
Da un cespuglio di erica assai fitto:
“Chi si è preso il giovane Tam Lin
Si è preso un amante nobilissimo.”

Parlò ancora la Regina delle Fate
Ed era una donna furibonda:
“Che la vergogna copra il volto infausto,
Che muoia infine di morte tremenda;
Ha rapito il cavalier più caro
Di tutta la mia compagnia.

Ma se avessi saputo, Tam Lin,
Quel che questa notte deve vedere,
Ti avrei strappato i begli occhi grigi
E messo al posto due occhi di legno.”

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