L’alba accanto ai cipressi

(Tratta da: “Nostalgia iperborea” di F. P. Iacono)

La notte è fredda e oscura,
sulla campagna indifesa
la furia del vento
è la violenza di bruto
a fanciulla d’argilla.
Il diavolo batte il suo tamburo
e balla volgarmente, lanciando
anatemi e maledizioni, imitato
da streghe, ambigui elfi e sinistri gnomi.
Gli attimi sono gelidi
inquietanti, questa notte
è meglio cavarsi il cervello
dal cranio, affinché non proietti
oltre immagini da incubo
per la giovane mente.
Ma dall’inferno podere
una candida luce di fate
da cavalieri templari scortate
fuga l’oscurità residuale…
…nell’immoto silenzio campestre
accanto a verticali cipressi
è il momento di chiudere gli occhi
ed eternamente riposare.

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