[Articolo] I signori delle fiabe

(Ispirato dal trattato “Sulle Fiabe” di J. R. R. Tolkien)

Dal silenzio del tuo cuore a lungo immobile e pensieroso scaturiranno allora i colori e da questi i suoni che si verseranno danzando nell’Universo… E nella musica ci sarai tu e la tua favola avrà inizio… se lo vorrai… Non devi fare nient’altro di più meraviglioso che vivere.” (Tiziana Mattera)

Cosa sono le Fiabe?

La definizione di favola non dipende da alcuna definizione o resoconto storico di Elfi o Fate, bensì dalla natura di Feeria, del reame Periglioso in sé e per sé e all’atmosfera che vi domina. Ciò che rende una fiaba tale, non è un animale che parla, non è neppure un viaggio in un luogo come Lilliput. Perché? Semplice: gli abitanti di Lilliput sono uomini guardati dall’alto in basso, in tutto simili a noi, solo molto più piccoli. Per quanto riguarda gli animali il discorso è più complesso. è vero un animale che parla è un fatto inusuale, però un gatto, un cane, una scimmia sono animali tranquillamente rintracciabili nella realtà. Si apre un libro ed ecco la fotografia di una scimmia, si va in un negozio di animali ed ecco un cane o un gatto che ronfano tranquilli nelle loro cucce. Ciò che voglio dire è che per rendere una fiaba tale, bisogna che vi sia implicata la fantasia.

Quali sono dunque le origini delle fiabe? Qual’è l’origine del linguaggio e della mente?

Se noi possiamo definire l’erba verde, il cielo azzurro o il sangue rosso ecco che in noi scatta un meccanismo che ci dà già il potere di un mago. Da qui in noi si desta, allora, il desiderio di usare questo potere sul mondo esterno alla nostra mente. Possiamo far germogliare i boschi di argentee foglie, possiamo fare di un uomo un orrore sfigurandone il viso, possiamo mettere fuoco caldo nel gelido ventre del drago. Queste “fantasie” sono ciò che genera un nuovo mondo, Feeria. In Feeria si possono rendere immediatamente effettive le visioni della fantasia, che siano belle o brutte.

Che effetto hanno su di noi queste “fantasie”?

Esse ci spalancano la porta per un Altro Tempo, e se superiamo la soglia, ci ritroviamo fuori, a volte, anche dal concetto stesso di tempo. Col passare del tempo la fiaba muta, ma l’effetto di “portare in un altro tempo” impedisce che il significato stesso vada perduto e fa sì che la fiaba sia riportata tale e quale ai posteri.

Quali sono, allora, i valori e le funzioni delle fiabe oggi?Le Fiabe e i bambini sono indissolubilmente legati?

Ciò che l’inventore di fiabe cerca di creare è un Mondo Secondario dove ciò che egli riferisce è “Vero”, cioè concorda con le leggi di quest’altro mondo. Nel momento in cui si manifesta l’incredulità, come indisposizione a credere, l’incantesimo è rotto. Ora un adulto non ha questa capacità così diretta a meno che in sé non sia un po’ bambino. Un bambino, con la sua inesperienza vuole conoscere, non è in grado di distinguere, tra l’assurdo e lo strano o tra il Fantastico e il Reale, essi accettano ciò che viene dato loro, con la sola richiesta di divertirsi e di essere stimolati ulteriormente a conoscere. Per cui “chi vuole entrare nel Reame di Feeria deve avere il cuore di un fanciullo” (A. Lang). Un buon esempio di: “Creazione di un Mondo Secondario” è rappresentato da: Cronache di Boscofondo di Paul Stewart e Chris Riddel.

Dunque che valore hanno le Fiabe?

Per prima cosa, se sono scritte con arte, il loro valore, in quanto letteratura, sarà uguale a quello di altre forme letterarie. Ma le Fiabe offrono anche altre cose: Fantasia, Ristoro, Evasione, Consolazione, che tuttavia cono cose di cui hanno bisogno soprattutto gli adulti, che invece spesso le considerano dannose.

Fantasia

Torniamo dunque a parlare di Fantasia. Bisogna fare una differenza tra immaginazione e fantasia, che per quanto possano essere usati come sinonimi indicano in realtà due cose diverse. Per “Immaginazione” si intende la capacità della mente umana di plasmare immagini di oggetti non concretamente presenti. La “Fantasia” invece è l’unione tra l’Arte Subcreativa, cioè il legame operativo tra immaginazione e risultato finale, e una caratteristica stranezza e meraviglia dell’Espressione, derivata dall’immagine. Questa è la fantasia, una combinazione tra il suo impiego come immaginazione e le nozioni di “Irrealtà”, di libertà dal dominio del “fatto” osservato, insomma con il Fantastico. Inutile dire che la fantasia parte con un vantaggio: la stranezza che attira, ma questa viene spesso rigirata, contribuendo alla cattiva fama della fantasia stessa, inducendo all’inquietudine e alla conseguente avversione chi per errore o per malizia la confonde con il Sogno, con l’Illusione o con addirittura l’Allucinazione. Ma questo non è l’unico Equivoco. Un altro è presentato dalla difficoltà di pervenirvi. Chiunque può dire “Sole verde”, molti possono anche raffigurarselo, ma questo non è sufficiente. Per rendere “fantastico” un “Sole verde” bisogna creare un mondo nel quale risulti plausibile, richiederà, dunque, fatica e riflessione ed esigerà una particolare abilità, una sorta di facoltà magica. Agli occhi di molti la Fantasia apparirà sospetta, se non illegittima, una sorta di infantile follia, una cosa buona per popoli o individui durante la loro giovinezza, ma la Fantasia è una naturale attività umana, che non distrugge e neppure reca offesa alla Ragione, Anzi, la Fantasia creativa si fonda sull’ammissione che le cose nel mondo esistono quali appaiono sotto il sole, altrimenti, se non si ammettesse la differenza tra un uomo e una rana, non sarebbero potute nascere le favole sui principi tramutati in ranocchi.

(Rielaborato da ^Ylith^)

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