[Il Grande fiume] Balzabù

Balzabù

(Gazzetta del Po n.9 del 3 Marzo2007)

Una povera vedova aveva cosi tanto lavoro da fare, per tirare avanti la famiglia, che la sera era sfinita dalla fatica. I suoi telai andavano avanti e indietro giorno e notte, senza mai fermarsi perché erano tanti i figli da sfamare. Una sera che proprio non ce la faceva più cominciò a sospirare: «O Madonna mia! Sono cosi stanca che, se venisse qui il diavolo, gli darei l’anima, pur di farmi aiutare un po’!» Il diavolo, che è sempre in agguato, udite quelle parole non si lasciò sfuggire l’occasione. Si precipitòdalla donna e, occultando la propria natura infernale, si offrì di finirle il lavoro, ma si fece promettere che, in cambio, lei sarebbe andata via con lui, a meno che non fosse riuscita a scoprire chi era. La donna non ci pensò due volte e, per stanchezza, non per malvagità, rispose di si. Intanto pensava: “La risposta la troverò, in una settimana!” Il diavolo quindi si appartò nel bosco per fare il lavoro. Mentre lavorava, cantava; tesseva e cantava: «Chi e che fila e che fa su? Il mio nome e Balzabù. E se la sposa non sa niente, Balzabù sarà contento!» Intanto passavano i giorni e la vedova cominciava a preoccuparsi perché l’appuntamento con quello strano signore si stava avvicinando. Di sicuro era stata troppo incauta nell’accettare la sua proposta. E ora, come avrebbe potuto sapere il suo nome? Ma la fortuna aveva stabilito di dare una mano alla povera donna. Infatti, un uomo che era passato dal bosco aveva sentito cantare quella singolare filastrocca e, senza pensarci, l’aveva imparata a memoria. Passando sotto la finestra della donna canticchiava quella strana filastrocca così la donna ne chiese la fonte. L’uomo allora le raccontò di aver visto un uomo filare e tessere nel bosco. La donna, in cuor suo, sapeva di aver trovato la risposta giusta. Arrivò il giorno stabilito per la consegna del lavoro e il diavolo si presentò puntuale e depositò il lavoro sul tavolo della povera vedova. Con lo sguardo trionfante allora le chiese: «Chi sono io, bella signora?»
«Voi siete Pietro?» disse la donna, con timore. «Eh no, non mi chiamo Pietro!»
«Allora siete Bartolomeo?» provò di nuovo lei. «Ma no, bella mia.» sghignazzò il diavolo. Infine la donna chiese, tutto d’un fiato, prendendo coraggio: «Forse siete…siete…Balzabù?» Gemette allora la brutta bestia, che non pensava di essere scoperta, sparendo tra fuoco, fiamme, odore di zolfo e lampi e lasciando libera la povera donna.

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