Celti: Lugh

Che si tratti di un dio di tutto rispetto lo dimostra e lo conferma l’esorbitante numero di ritrovamenti di statuette votive al dio Lug e degli oltre 300 templi a lui dedicati nella zona tra Rouen e Amsterdam. Lug è dio del cielo ma anche fabbro, artigiano e in genere signore delle arti e della magia, egli è considerato dio politecnico, capace di usare qualsivoglia arte e mestiere. Lug è un dio bellicoso, spesso violento, ma al contempo benefico, portato anche per l’esercizio della medicina e per le abilità intellettuali e artigiane. La leggenda della sua nascita narra che all’epoca in cui i Fomori e gli esseri fatati si battevano in irlanda, il capo dei Fomori, Balor, seppe da una profezia che sarebbe morto per mano di un suo nipote; tentando di impedire ciò, egli segregò la figlia, Ethne, in cima alla torre più alta del suo castello, destino volle però che Kian, signore del sole, decise di vendicarsi di un torto subito anni addietro da Balor, e sotto le spoglie di un ancella si presentò nella stanza e di notte violentò la figlia di Balor. Nacquero tre nipotini, di cui uno era Lug; adirato, Balor ordinò che i pargoli venissero gettati a mare, ma per fortuna mentre l’incaricato stava portando i pargoli a morte certa, ecco che il Destino optò diversamente, facendo cadere Lug dalla sacca in cui erano rinchiusi i tre. Al mattino Kian raccolse Lug e lo fece crescere da Goibniu, suo fratello nonchè dio dei fabbri e da Tailtu, regina dei Fir Bolg. Cresciuto Lug giurò vendetta e durante l’ultima battaglia fra i Fomori e gli esseri fatati, Lug accecò il nonno con un colpo di fionda e lo caricò con la sua lancia, saltò e lo inchiodò al suolo con un colpo terribile che sconquassò la fisionomia dell’irlanda.
Viene anche chiamato Lamfota, ovvero «dal lungo braccio», e Samildanach, ovvero «Dalle molteplici arti».
Si narra sia stato l’inventore, tra le altre cose, della palla e del fidchell.

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