La storia del Reverendo R. Kirk

paesaggio

Prigioniero nel regno delle Fate

Il 14 Maggio 1692, il Reverendo Robert Kirk, pastore di Aberfoyle, in Scozzia, stava prendendo una boccata d’aria prima di andare a letto. Colto da un malore morì, il suo corpo fu trovato con solo una camicia da notte sulla Faerie Knowe, o Poggio delle Fate, una collina nei pressi della canonica. Poco dopo il suo funerale apparve a un parente con un messaggio per suo cugino Graham of Duchray: “Dì a Duchray che non sono morto, ma sono prigioniero nel Regno delle Fate”. Egli avvertì che sarebbe ricomparso nella canonica per il battesimo del figlio che era nato dopo la sua morte, chiedendo al cugino di lanciargli un coltello sopra la testa per rompere l’incantesimo. Ma quando lo spettro di Kirk comparve, Duchray era troppo sbalordito per agire: Kirk svanì e non lo si vide più. Nel 1812, la gente di Aberfoyle credeva che il Reverendo fosse ancora prigioniero nel regno delle Fate. Durante la Seconda Guerra Mondiale, quando la moglie di un ufficiale prese in affitto la canonica, le venne detto che se durante il battesimo del bambino che lei aspettava si fosse piantato un coltello nella sedia che si riteneva appartenesse a Kirk, lo si avrebbe liberato. Per il semplice motivo che la donna era molto scettica non si tentò nemmeno di farlo. La tradizione popolare rimanda anche il motivo del rapimento: Kirk aveva scritto troppo imprudentemente sulle usanze delle Fate, che quindi, per evitare che venissero svelati altri segreti, lo rapirono. Il libro in questione è: “Il Regno Segreto” conosciuto anche come:” La comunità segreta degli Elfi, dei Fauni e delle Fate”, scritto appena prima della sua “morte”.

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