Le Fate di Cottingley

Nella primavera del 1917 Elsie Wright, di 15 anni, e Frances Griffiths, di 10, chiacchieravano e giocavano in una valletta nei pressi di Cottingley, un villaggio dello Yorkshire. Proprio qui incontrarono le Fate. Durante quegli incontri ne scattarono fotografie con la macchina fotografica del padre di Elsie. I genitori rimasero perplessi da quelle fotografie, soprattutto la madre che, rimasta molto colpita, partecipò nel 1920 a una conferenza sulla credenza nelle Fate e menzionò le fotografie. Un noto teosofo, Edward Gardner, se le fece dare e le mostrò a un amico fotografo, il quale ne rimase sconcertato. La notizia giunse all’orecchio di Sir Arthur Conan Doyle. Inizialmente sollevò molti dubbi, in quanto le creature delle fotografie sembravano bidimensionali. Ma i negativi che furono inviati alla Kodak si rivelarono autentici e privi di contraffazioni, sicché Doyle si convinse della loro autenticità in modo tale che le pubblicò sul periodico inglese “Strand Magazine” nel Dicembre del 1920. Per più di 60 anni ci furono controversie sulla loro autenticità. Nel 1982 il direttore del “British Journal of Photography, Geoffrey Crawley affermò di avere le prove che le fotografie erano ritoccate, ma solo nel 1985 Elsie Wright e Frances Griffiths confessarono che le fate erano ritagli di carta sorretti da spilloni. Elsie ammise lo scherzo nella sua totalità, ma Frances, pur ammettendo il trucco, insistette nel sostenere di aver visto realmente le Fate. Il commento più azzeccato a tutta questa vicenda fu fatta da un critico della rivista “Truth”:
“Per un’interpretazione giusta non occorre la conoscenza dei fenomeni occulti, quanto quella dei bambini.”

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