Tâmhisùgh, la benedizione druidica

Un’antica benedizione celtica dell’isola di Iona, uno dei cuori dell’antica chiesa cristiana celtica,  chiamata Hy o Columkill (Colomba della Chiesa, isola di San Columba,) e dagli isolani Innis nan Druidhneah (l’isola dei Druidi), in quanto centro dell’antica religione druidica, si articola in cinque strofe, come segue:

A te la profonda pace dello scorrere dell’onda.
A te la profonda pace del flusso dell’aria.
A te la profonda pace della terra silenziosa.
A te la profonda pace delle stelle lucenti.
A te la profonda pace del Figlio della pace…

L’antica benedizione, che sembrerebbe essere dedicata a chi ha lasciato questa terra, si conclude con un augurio, che è anche un viatico: Tâmhisùgh (purtroppo reso spesso con Tamisuq), il cui significato è: “Rimani nell’onda” o “Esisti nell’onda”.

Tàmh, infatti, significa stare, rimanere. La i significa in e sugh ha il significato di onda, movimento dell’onda.

La benedizione, nelle prime quattro strofe, pare essere antica ed evidentemente precristiana, mentre la quinta strofa, pare essere un’aggiunta successiva, ad opera di un copista cristiano. Del tutto antico è l’augurio finale, che indica il proseguire della vita nell’onda, ossia in una dimensione vibrazionale dell’universo diversa da quella di Abred, del Ciclo delle Migrazioni, che coincide con il mondo tridimensionale nel quale sono incarnate le anime: il nostro mondo.

Il concetto sotteso appare in linea con la tradizione druidica, in base alla quale le anime, dopo il loro transito in Abred, se hanno saputo, con la conoscenza e le azioni, superare la legge di necessità, possono accedere al Mondo Bianco (Gwynfydd), ossia ad una dimensione di felicità.

(Tratto da idruidi.org )

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