Celti: Mitologia comparata

Il dio “più vecchio” della mitologia Celtica, Dispater, venne sostituito da divinità più ambiziose e aggressive quali: Lug, Karidwen e Dagda.
Lug venne spesso paragonato a Mercurio (l’Hermes dei Greci). Gli erano dedicate due delle festività più importanti del calendario religioso celtico, il suo nome è il più ricorrente nella toponomastica ed è spesso protagonista di moltissimi racconti mitologici.
”Varianti” di Lug sono Keraunos, il dio Cornuto, Taranis, dio della tempesta e Belenos, il ”Luminoso”. Come ad Apollo era associata Artemide (la Diana dei Romani) così Lug era associato a Karidwen, che rappresenta l’archetipo della Grande Madre.
Altre raffigurazioni di questa divinità sono:
Artio, dea della natura selvaggia, che appariva sotto forma di orsa;
Epona, dea cavallo che conferiva la sovranità e assumeva talvolta l’aspetto di un fiume in piena, richiamando l’idea della fertilità;
Rhiannon, la regina della morte;
Morrigan, che pronunciava incantesimi prima della battaglia per rinvigorire i suoi protetti;
Coventina, collegata ai pozzi sacri, all’ispirazione poetica e alle doti profetiche;
Brigit, la ”Brillante” che si integrò al Cristianesimo e fu battezzata da San Patrizio.
Collegata anche alla Luna, la ”Dea” era vissuta in triplice forma: Vergine (la Luna Nuova), Madre (la Luna Piena) e Vecchia (la Luna Calante).
Infine il Dagda che fu associato al dio degli Inferi Ade, chiamato anche Plutone. Nella tradizione Irlandese ha anche alcune caratteristiche di Poseidone (il Nettuno dei Romani). Viene anche rappresentato come zoppo il che fa pensare a Efesto / Vulcano.

Divinità creative

Dèi come Lug e Dagda condividono alcune caratteristiche che rendono bene la natura della terza energia dell’Oiw, la Conoscenza / Saggezza.
Figlio di Ethne e di Cian (o Kian) dei Tuatha, Lug fu allevato da Tailtu, una dea che viveva sulla magica collina di Tara. Le abilità di Lug non si contano e fu proprio questa sua quantità di competenze, anche molto diverse tra loro, che gli assicurarono l’ammissione alla corte dei Tuatha e ne fanno un dio “speciale”.
Il Dagda ha a che vedere con le forze della natura che presiedono alla vita, al nutrimento e alla salute, non ché con la poesia e la musica.
Suo era il calderone dell’abbondanza, in grado di produrre cibo per tutti e di resuscitare i morti.
Sua era la mazza che colpendo da un lato dispensava morte e faceva rinascere gli uomini nell’aldilà se usata dall’altro lato.
Sua era l’arpa che era in grado di ottenere ogni melodia e di suscitare ogni sentimento, allegria, tristezza o sonno negli ascoltatori.
Figlia del Dagda era Bright (Brigantia in Inghilterra, Bride in Scozia e Brigandu in Gallia). Essa era protrettrice dei fabbri, dea della medicina e della guarigione, nonché dell’ispirazione poetica. Fra gli elementi naturali le era più affine il fuoco e a lei era consacrata la Betulla.

Gli dei celtici sono molteplici e variano di gruppo in gruppo. Per esempio gli dei irlandesi della prima onda migratoria sono diversi da quelli degli irlandesi della seconda migrazione e cosi via per tutte le popolazioni celtiche.
Bisogna inoltre aggiungere che esistono tre livelli di divinità:

  • gli dei per così dire “maggiori”,
  • quelli minori legati al culto del luogo (per esempio le triadi femminili nemensiache, trevigiane etc etc.)
  • i semidei e gli eroi.

Bellissime rappresentazioni di dei, dei minori, semidei e eroi è stata fatta da Giacinto Gaudenzi.

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