[LEGGENDA] Herne il cacciatore

Un giorno il re decise di andare a caccia nelle proprie foreste, si fece accompagnare solamente da Herne perché riteneva che egli fosse il cacciatore migliore e perciò degno della compagnia del re;
Sembrava essere una battuta di caccia fiacca perché per quasi tutto il giorno non erano riusciti a trovare nulla da cacciare, finché ad un tratto Herne non avvisto un possente cervo.
Quel cervo era stupendo col manto candido come la neve, occhi color rubino e dalle dimensioni colossali, possedeva delle corna stupende immense che sicuramente sarebbero state un trofeo più che perfetto per qualunque re.
Herne scese da cavallo per avvicinarsi silenziosamente a quel perfetto animale, ma il cervo (più furbo di Herne) probabilmente vide nel re un nemico più facile da eliminare e lo caricò con ferocia, Herne vide la possente bestia che stava per travolgere il suo sovrano e decise di immolarsi per lui. Si frappose tra il re e il possente cervo e ne venne travolto. Herne  venne ferito mortalmente dalle corna del cervo e cadde al suolo tramortito, ma anche il possente animale risentì dell’impatto e cadde a terra privo di sensi.
Il re, nel mentre, si diede alla fuga per timore del risveglio del cervo.
Il destino volle che passasse di lì un Druido che, vedendo il cacciatore privo di sensi, si prodigò per aiutarlo, ricorse anche alle sue arti per riportare in salute Herne, ma nulla funzionò.
Il Druido allora comprese che l’unico modo per far si che l’uomo tornasse in salute fosse donargli la forza vitale dello stesso cervo che egli stava braccando. Herne tuttavia, per riavere la sua vita indietro, dovette dare in cambio le sue capacità di cacciatore.
Herne d’improvviso si svegliò tornato a nuova vita unito al cervo. Era divenuto ciò che egli aveva sempre cacciato, il suo aspetto era mutato: il suo spirito si era congiunto con quello dell’animale, cosicché il suo aspetto non era né quello di un uomo, né quello di una bestia.
Sul capo aveva ora lunghe corna ramificate e la sua pelle era ora candida come il manto del cervo, gli occhi erano divenuti rossi ed i suoi stessi sensi si erano amplificati.
Tornato a nuova vita Herne si dirisse verso il castello per informare il re di ciò che era successo ma giunto al castello si senti osservato, tutti gli altri cacciatori lo vedevano ora come un mostro nonché un ladro. Il sovrano, una volta tornato, aveva raccontato che il cacciatore era fuggito dopo aver rubato la sua magnifica preda. Era la parola di Herne contro quella del suo sovrano.
Nonostante questo, il cacciatore tentò di spiegare la situazione ma nessuno gli credette e gli chiesero di andarsene, lo additarono come un ladro, un infame e un abominio, ed Herne si senti morire per la delusione: aveva dato la sua vita per difendere quella del suo signore ed era divenuto un mostro per lui e questo era ciò che aveva avuto in cambio.
Decise allora che non poteva vivere in quel modo e quindi decise di togliersi la vita, il mattino seguente il re e gli altri cacciatori trovarono Herne impiccato su di una quercia. Nessuno ebbe il coraggio di tirarlo giù, così lo lasciarono lì, tanto a nessuno importava più di lui.
Durante la notte successiva però Herne si risvegliò, la forza vitale del cervo non gli permise di sacrificare la sua vita: era un cacciatore dalle doti straordinarie e non gli fu permesso sprecarle in questo modo.
Il cervo, allora, venne da lui e gli propose un patto: sarebbe rinato, ma avrebbe dovuto proteggere dai cacciatori ciò che lui stesso aveva braccato per tutta una vita.
Herne acconsentì, spinto dalla vendetta e dall’odio che provava verso coloro che lo avevano tradito ed abbandonato.
Da quel momento nacque Herne il Cacciatore, al suo seguito arrivava l’implacabile Caccia Selvaggia, una masnada composta da tutti gli spiriti di coloro che avessero cacciato e distrutto senza ritegno le foreste, ed anche di coloro che avessero abbandonato, tradito o mentito.

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